La manifestazione
Evasione fiscale col comodato gratuito
È il sistema usato per non pagare le tasse sugli affitti: nascosti redditi per 4 milioni su 83 case e 32 tra negozi e capannoni
PRATO. Ammontano a ben 4 milioni di euro i redditi evasi nel settore degli affitti immobiliari contestati dalla guardia di finanza di Prato nel corso di un’intensa e prolungata attività di lotta all’evasione fiscale, tuttora in fase di esecuzione.
Ad essere scoperto, spiega una nota della Finanza, "un vasto panorama di condotte illecite tenute dai proprietari per aggirare gli obblighi impositivi: in alcuni casi infatti, i contratti non venivano proprio stipulati, affidandosi ad accordi verbali, in altri venivano mascherati dietro fittizi contratti di comodato gratuito mentre, in altri ancora, se pur sottoscritti non venivano registrati, oppure riportavano un canone inferiore rispetto a quello realmente percepito".
La stipula del “fittizio” contratto di comodato ha rappresentato la condotta illecita più in voga. L’atto “tipo” riportava un periodo di occupazione dell’immobile pari a 30 giorni, mensilmente rinnovato a fronte del pagamento “a nero” del canone pattuito. I contratti regolarmente registrati, invece, prevedevano un canone di locazione praticamente irrisorio (200-300 euro) a fronte della corresponsione di un canone effettivo ben più elevato, pari a quattro o cinque volte quello indicato.
Nelle indagini sono coinvolti 35 tra società e persone fisiche, 11 delle quali completamente sconosciute al fisco, nei cui confronti i finanzieri hanno avviato 28 controlli e 7 verifiche fiscali con conseguente constatazione di circa 4 milioni di euro di redditi non dichiarati, una imposta di registro evasa per oltre 14mila euro, Irap evasa per 106mila euro e violazioni in materia di Iva per circa 450mila euro.
Le indagini, rientranti in un piano di controllo economico del territorio volto al contrasto dell’evasione fiscale nello specifico settore, sono state precedute da una attività preliminare di intelligence che ha evidenziato criticità nei confronti sia di persone fisiche che di persone giuridiche, fra le quali due società immobiliari. Le operazioni di controllo hanno permesso di accertare locazioni “a nero” su complessive 83 abitazioni affittate a 16 cittadini italiani e a 67 cittadini stranieri (di cui 39 di origine cinese) e su 32 locali commerciali (negozi e capannoni) affittati a 9 imprenditori italiani ed a 23 ditte cinesi.
Al comando provinciale della guardia di finanza spiegano che si tratta del bilancio dei controlli nel settore immobiliare eseguiti nel corso di tutto il 2015, su impulso del comando centrale. Il meccanismo del comodato gratuito avrebbe consentito agli evasori di far figurare la presenza dell’inquilino solo negli ultimi 30 giorni, senza destare eccessivi sospetti.
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