Sicurezza
Caos Publiacqua, Left Lab chiede il rimborso per i cittadini
L'associazione che segue la vicenda dopo i primi disagi polemizza: "Non è più possibile aspettare. Publiacqua risarcisca"
PRATO. Publiacqua chiede altri sei mesi di tempo per portare a compimento la distrettualizzazione dell'acquedotto. In questo lasso di tempo il presidente Filippo Vannoni dice che i cittadini "dovranno avere pazienza" e che "ci saranno ancora disagi".
"Siamo davvero preoccupati da quanto affermato dal presidente di Publiacqua Filippo Vannoni - commenta in una nota Left Lab - Con quale coraggio si chiede ancora pazienza ai cittadini? Nella città che ha fra le bollette più care d'Italia, a fronte di un disservizio scandaloso che si protrae ormai da mesi, vengono chiesti ulteriori sacrifici ai cittadini, come se non li avessero già fatti".
"Left Lab ha lavorato in questo periodo con i residenti dei vari quartieri cercando di capire i reali disagi per la popolazione e il quadro che ne è uscito è tutt'altro che rassicurante. Innanzitutto il centro storico non è l'unica zona colpita dall'abbassamento (talvolta azzeramento) della pressione; il disservizio è diffuso più o meno su tutto il territorio e in alcuni casi - soprattutto in centro - può durare più ore consecutivamente, causando veri e propri danni alla qualità della vita delle persone. Un malfunzionamento del pubblico servizio che va ad aggiungersi alla fatiscenza in cui versa tutta la struttura idrica cittadina, con le numerose e vistose perdite visibili ovunque in città e le non visibili (ma ancor più dannose) infiltrazioni sotterranee".
"Gli investimenti per la distrettualizzazione vanno nella direzione giusta - dice il portavoce di Left Lab Diego Blasi - ma per tutto il periodo della manutenzione i cittadini non possono pagare un disservizio così pesante che ha delle tariffe incredibili. Publiacqua pensi ad una forma di indennizzo forfettario che compensi i disagi notoriamente subiti dai cittadini. I reclami raccolti allo spazio AUT in questi mesi e che ci apprestiamo a proporre, se arrivassero alla fase giudiziaria, darebbero senz'altro luogo a dei risarcimenti più consistenti, anche sotto il profilo del danno non strettamente patrimoniale subito dai cittadini per l'insufficienza di un servizio indispensabile alle funzioni domestiche essenziali nel quotidiano. Ci impegneremo infine per fare pressione sulle istituzioni affinché il servizio idrico venga totalmente ripubblicizzato, come espresso dal voto popolare nei referendum del 2011".
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