Il Tirreno

Prato

Allarme bomba nella sede di Equitalia

Telefonata anonima in redazione annuncia la presenza di un ordigno, attività fermata per un’ora

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PRATO. «Abbiamo messo una bomba a Equitalia. Morte agli invasori». La telefonata è arrivata in redazione alle 9,50 di ieri. Pochissimi secondi, una manciata di parole scandite da una voce maschile senza nessuna inflessione, per la rivendicazione, poi il silenzio. Lo stesso tipo di telefonata, nella quale si parlava di una bomba messa a Equitalia, è arrivata il 2 dicembre, alle redazioni del Tirreno di Livorno e di Pistoia .

La telefonata anonima (non è escluso che si trattasse di un messaggio registrato) è stata subito segnalata alla Digos che ha immediatamente provveduto ad avvertire la direzione della sede di viale Montegrappa. Lì pochi minuti dopo è arrivata la polizia che dopo aver setacciato lo stabile ha capito che si è trattato di un falso allarme; all’interno della sede non è stata, per fortuna, rinvenuta nessuna bomba, e poco dopo le 11 i dipendenti sono stati fatti rientrare al lavoro. Le operazioni di sgombero dell’intero immobile sono avvenute nella massima calma. «Era il mio turno e stavo effettuando il pagamento alla cassa – racconta una signora che si trovava nell’agenzia – L’impiegata è stata avvisata che c’era un allarme bomba, le è stato chiesto di chiudere la cassa e poi ci hanno invitato ad uscire spiegandoci il motivo». In quel momento oltre ai dipendenti, all’interno dell’agenzia di viale Montegrappa, c’erano una decina di persone in coda. «Siamo usciti con la massima calma – aggiunge un’altra signora – Non c’è stato panico, sicuramente si è trattato di un pessimo scherzo ma è giusto che facciamo sgombrare l’immobile». Equitalia ha sede in viale Montegrappa al civico 304, è un palazzo a vetri di sei piani. Gli ultimi due sono vuoti, e negli altri, oltre all’agenzia, si trovano studi di commercialisti e di avvocati. In strada è sceso pure Marco Martini, sindaco di Poggio a Caiano, che lavora in un’azienda informatica.

«Ho visto un capannello di gente che usciva – spiega Martini – e subito è arrivata la polizia per avvisarci che dovevamo lasciare l’ufficio perché c’era un allarme bomba. Per fortuna l’esito è stato negativo». Il retro del palazzo di Equitalia guarda il retro della sede della Guardia di Finanza. L’interno della sede di Equitalia è stato passato al setaccio dalle forze dell’ordine accorse sul posto ma non è stato trovato nessuno ordigno e intorno alle 11 i dipendenti dell’agenzia sono stati fatti tornare al loro posto di lavoro e le persone che dovevano effettuare le operazioni di pagamento si sono rimesse in coda. La parte di strada davanti l’agenzia era stata transennata con la fettuccia rossa e bianca della polizia, anche se alla Posta (dove c’erano diverse persone in fila) e al bar adiacente le cose andavano avanti come se niente fosse. Al bar davanti alla tazzina di caffè era immancabile parlare di quanto stava succedendo a pochi passi. Per tutti si è trattato di un pessimo scherzo, di una psicosi che negli ultimi giorni sta sempre più prendendo il sopravvento. (a.b. i.r.)

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