Il Tirreno

Prato

Una telefonata anonima annuncia un attentato a Equitalia

Azelio Biagioni e Ilenia Reali
La polizia davanti alla sede di Equitalia in viale Montegrappa (foto Batavia)
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La polizia davanti alla sede di Equitalia in viale Montegrappa (foto Batavia)

"Abbiamo messo una bomba a Equitalia a Prato. Morte agli invasori", questo il messaggio telefonico della voce maschile, senza inflessioni. Sgomberata dalla polizia l'agenzia di viale Montegrappa

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PRATO. PRATO. Erano le 9,50 di lunedì 11 gennaio quando alla redazione del Tirreno di Prato arriva una telefonata anonima. “Abbiamo messo una bomba a Equitalia a Prato. Morte agli invasori”. Pochissimi secondi, una manciata di parole scandite da una voce maschile senza nessuna inflessione, per la rivendicazione, poi il silenzio. Lo stesso tipo di telefonata, nella quale si parlava di una bomba messa a Equitalia, è arrivata il 2 dicembre 2015, alle redazioni del Tirreno di Livorno e di Pistoia.

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 La telefonata anonima (non è escluso che si trattasse di un messaggio registrato) è stata subito segnalata alla Digos che ha immediatamente provveduto ad avvertire la direzione della sede di viale Montegrappa. Nel palazzo di viale Montegrappa pochi minuti dopo è arrivata la Polizia che dopo aver setacciato lo stabile ha capito che si è trattato di un falso allarme; all’interno della sede non è stata, per fortuna, rinvenuta nessuna bomba. In viale Montegrappa oltre alla Polizia è intervenuta la Digos e gli uomini della Guardia di Finanza.

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E poco dopo le 11 i dipendenti di Equitalia sono stati fatti rientrare al lavoro. Le operazioni di sgombero dell’intero immobile sono avvenute nella massima calma. “Era il mio turno e stavo effettuando il pagamento alla cassa – racconta una signora che si trovava nell’agenzia di Equitalia – L’impiegata è stata avvisata che c’era un allarme bomba, le è stato chiesto di chiudere la cassa e poi l’uomo che le ha detto della cosa, penso un responsabile dell’agenzia, ci ha invitato ad uscire spiegandoci il motivo”. In quel momento oltre ai dipendenti, all’interno dell’agenzia di viale Montegrappa, c’erano una decina di persona in coda.

“Siamo usciti con la massima calma – aggiunge un’altra signora – Non c’è stato panico, sicuramente si è trattato di un pessimo scherzo ma è giustissimo che facciamo sgombrare l’immobile”. Equitalia ha sede in viale Montegrappa al civico 304, è un palazzo a vetri di sei piani. Gli ultimi due sono vuoti, e negli altri, oltre all’agenzia, si trovano studi di commercialisti e di avvocati. In strada è sceso pure Marco Martini. In un piano dello stabile ha sede l’azienda informatica dove lavora il primo cittadino di Poggio a Caiano.

“Ho visto un capannello di gente che usciva – spiega Martini – e subito è arrivata la Polizia per avvisarci che dovevamo lasciare l’ufficio perché c’era un allarme bomba. Per fortuna l’esito è stato negativo”. Il retro del palazzo di Equitalia guarda il retro della sede della Guardia di Finanza. “Qualche anno fa – racconta Marco Martini – ricordo come dall’edificio che ospita la Guardia di Finanza si sprigionò un incendio. La paura fu molta, con le fiamme che si innalzavamo quasi a lambire il nostro edificio”.

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L’interno della sede di Equitalia è stato messo al setaccio dalle forze dell’ordine accorse sul posto ma non è stato trovato nessuno ordigno e intorno alle 11 i dipendenti dell’agenzia sono stati fatti tornare al loro posto di lavoro e le persone che dovevano effettuare le operazioni di pagamento si sono rimesse in coda. La parte di strada davanti l’agenzia era stata transennata con la fettuccia rossa e bianca della Polizia, anche se alla Posta (dove c’erano diverse persone in fila) e al bar adiacente le cose andavano avanti come se niente fosse. Al bar davanti alla tazzina di caffè era immancabile parlare di quanto stava succedendo a pochi passi. Per tutti si è trattato di un pessimo scherzo, di una psicosi che negli ultimi giorni sta sempre più prendendo il sopravvento.

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