Proteste
Sottopasso e stranieri Il “test Soccorso” per il sindaco Biffoni
Il quartiere ha necessità di migliorare la propria vivibilità e la soluzione del nodo stradale sarà una prima risposta
PRATO. «Non ci faremo trovare impreparati: sappiamo che la rivoluzione che si profila all’orizzonte per il quartiere del Soccorso, collegata al cantiere per il sottopasso, avrà importanti ricadute sulla vita dei suoi abitanti. Alcune risposte, come le strade complanari per la viabilità alternativa, sono già pronte, altre sono allo studio». Così il sindaco Matteo Biffoni ha riposto alla domanda sul futuro che attende i pratesi, e non solo loro, in relazione al progetto del sottopasso della Declassata che dovrà risolvere, una volta per tutte, quell’odioso tappo che blocca il traffico da nord a sud, da Pistoia verso Firenze e viceversa, costringendo gli automobilisti a interminabili code quotidiane. Senza parlare dell’inquinamento.
Il destino del Soccorso, uno dei quartieri chiave della città, porta d’accesso al centro storico attraverso via Marx, è stato al centro del confronto televisivo che il sindaco Biffoni ha tenuto ieri sera nel corso del programma “Parliamoci chiaro” di Tv Prato, condotto da Giancarlo Gisondi, al quale, oltre a chi scrive, hanno partecipato il responsabile della redazione de La Nazione, Piero Ceccatelli, e il direttore di Tv Prato, Gianni Rossi.
«Il progetto del viadotto - ha spiegato il sindaco - voluto dalla precedente amministrazione non ci è mai piaciuto. Lo abbiamo sempre ritenuto una soluzione sbagliata perché avrebbe aumentato quella frattura che invece questa parte della città ha necessità di sanare. Oltre a consentire un traffico più scorrevole sull’asse Firenze-Pistoia, ma dovrà essere anche affrontato il problema dell’inadeguatezza del Ponte Lama, permetterà la riqualificazione di questa parte di città». E all’esigenza di riqualificare il Soccorso, in tempi rapidi, la giunta Biffoni ci sta lavorando anche alla luce dei dati sull’alta presenza di stranieri resi noti dall’Iris. Sul totale dei residenti, 7.598, 2404 sono stranieri, ovvero il 31,6%. Una concentrazione così elevata che, come ha chiarito il sindaco, impone la massima attenzione per evitare quartieri ghetto come il Macrolotto zero, dove la densità di cinesi ha oltrepassato i livelli di guardia.
«Purtroppo - ha chiarito il sindaco - in questa area non è facile intervenire con progetti di recupero o riqualificazione come stiamo pensando per il Macrolotto zero, in quanto si tratta di un’area compressa da due arterie, via Roma e via Marx, all’interno della quale non ci sono spazi pubblici e nemmeno attività industriali. Occorrerà comunque trovare il modo di migliorare la vivibilità del quartiere, ponendo ancora più attenzione, per esempio, sui giardini pubblici di via Marx».
Ricucire la città, insomma, l’obiettivo che la giunta Biffoni si pone per i prossimi anni mettendo in fila, oltre al sottopasso del Soccorso, la creazione del parco urbano al posto dell’ex Misericordia e Dolce, e del progetto sul Macrolotto zero, che prevede nuovi spazi sportivi, culturali e commerciali. Obiettivi ambiziosi che spesso si scontrano, come emerso anche dal dibattito televisivo, anche con iter burocratici lunghi e farraginosi. «Noi intanto ci siamo mossi - ha ribattuto Biffoni - l’unica cosa che Prato non si può permettere è quella di restare ferma».
Giovanni Ciattini
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