Sicurezza
La Com-Ital si rialza «Ora la priorità è ripartire subito»
Parlano gli agenti dell’azienda distrutta dall’incendio Il titolare Nutini è già alla ricerca di un altro capannone
PRATO. Mentre le fiamme stavano ancora divorando lo scheletro di quello che fino a giovedì sera era la Com-Ital Plast di Montemurlo, la proprietà e i dipendenti hanno iniziato a rimboccarsi le maniche per ripartire al più presto con l’attività. Detta così, con l’aria ancora satura del fumo sprigionato dall’incendio, sembra un eccesso di ottimismo, ma ci sono almeno un paio di ragioni per non abbattersi. La prima è che l’azienda, che impiega complessivamente tra i 50 e i 60 dipendenti e ha un centinaio di milioni di fatturato, si occupa della distribuzione e non della produzione di materie plastiche, quindi non ha molti macchinari da ricomprare e ha solo bisogno di un nuovo deposito, oltre agli uffici. La seconda è che la Com-Ital ha già altri cinque depositi sparsi per l’Italia (a Carpiano, Martellago, Leinì, Civitanova Marche e Arzano) sui quali si può appoggiare temporaneamente per rifornire i clienti.
Ecco perché Simone Cocci, agente della società per Toscana, Liguria e Umbria, arriva a prevedere che entro in paio di giorni anche la sede di Montemurlo potrebbe tornare a essere operativa. «So che sono già stati presi contatti - spiega - e imprenditori amici potrebbero metterci a disposizione un magazzino capiente molto presto».
Se ne occuperà il presidente del consiglio di amministrazione, Paolo Nutini, che però sia sul posto che al telefono preferisce non commentare quanto accaduto nella notte tra giovedì e venerdì. È impegnato a rispondere alle domande dei funzionari dei vigili del fuoco, che ieri per tutto il giorno hanno cercato di ricostruire la dinamica dell’incendio. Al momento resta in piedi solo l’ipotesi accidentale, forse un corto circuito a un carrello elevatore che avrebbe innescato la scintilla fatale quando ormai tutti i dipendenti erano usciti. «Sì, abbiamo chiuso intorno alle 18,40 - confermano alcune dipendenti ferme sul marciapiede di via dell’Artigianato - e poi è stata una guardia giurata ad accorgersi del fumo, dopo che era scattato il rilevatore interno».
Dicono che il magazziniere abbia fatto un gran lavoro, aiutato dai dipendenti delle aziende vicine, e sia riuscito a salvare una grande quantità di merce togliendola dal magazzino, prima che i vigili del fuoco gli dicessero che era troppo pericoloso lavorare col muletto. Ora i sacchi bianchi contenenti il granulato di prolipopilene, politene, polistirolo e policarbonato sono stoccati nel piazzale.
«Noi siamo gente tenace - commenta Giacomo Coppini, agente Com-Ital per l’Emilia Romagna - e state sicuri che si riparte, anche perché l’azienda è sana e abbiamo gli altri depositi. Credo che già domani (oggi per chi legge, ndr) i titolari andranno a vedere qualche magazzino tra Montemurlo e Agliana». Coppini è arrivato in via dell’Artigianato alle prime ore del giorno e continua a rispondere al telefono ai clienti che chiedono notizie dell’incendio. La priorità è rassicurare e ripartire.
L’altra priorità è stata quella del monitoraggio dell’aria, dopo le immagini impressionanti della nuvola di fumo che si è alzata dalla Com-Ital. Nel primo pomeriggio un comunicato congiunto di Asl e Arpat ha tranquillizzato sull’assenza di rischi per la salute, ma per tutto il giorno anche a Prato si è sentita distintamente una puzza di bruciato che quasi certamente è la conseguenza del rogo di Montemurlo.
I vigili del fuoco su questo aspetto non si pronunciano e si attengono alle conclusioni dell’Agenzia per l’ambiente. Una volta terminata la raccolta delle testimonianze, una relazione verrà inviata al sostituto procuratore Antonio Sangermano per le indagini di sua competenza.
Paolo Nencioni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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