Il Tirreno

Prato

Assalto al circolo, chieste dure condanne

Alla sbarra cinque albanesi che l’anno scorso fecero irruzione armi in pugno nel locale “L’Amicizia” di via Maroncelli

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PRATO. Il pubblico ministero Antonio Sangermano ha chiesto condanne esemplari, per complessivi 37 anni di reclusione, nei confronti di cinque albanesi che sono processati per aver compiuto una rapina ai danni del circolo cinese “L’Amicizia” di via Maroncelli il 12 gennaio dell’anno scorso, prima di essere arrestati dalla squadra mobile di polizia che era sulle loro tracce.

Le richieste sono arrivate al termine della requisitoria davanti al giudice dell’udienza preliminare Francesco Pallini, nel corso del processo con rito abbreviato: 10 anni per Eduar Vukcaj, trentaduenne residente a Vaglia, 8 anni per il ventiquattrenne Josef Diamandi, 7 anni per il ventinovenne Viktor Delia, 6 anni a testa per Marin Gurakuqi, ventottenne residente a Prato, e per il trentacinquenne Ajet Zykaj, difesi tra gli altri dagli avvocati Antonio Bertei, Costanza Malerba, Federico Febbo ed Elena Augustin.

Le accuse sono di rapina, porto abusivo di armi, ricettazione e sequestro di persona (i clienti cinesi del circolo vennero legati con fascette di plastica). E la severità delle richieste (tenuto conto che il rito abbreviato prevede lo sconto di un terzo sulla pena) si spiega probabilmente col fatto che la Procura considera i cinque albanesi come soggetti estremamente pericolosi: arrestati per la rapina di via Maroncelli ma dediti a colpi simili in giro per la Toscana. C’è poi il fatto che si presentarono con un fucile da caccia carico e una pistola col colpo in canna, oltre a una scacciacani. Non sono insomma i soliti rapinatori improvvisati che vanno in giro con le pistole finte: in via Maroncelli poteva finire molto male.

L’accusa di ricettazione riguarda l’auto usata per il colpo, una Range Rover rubata tre giorni prima a Firenze.

I cinque rapinatori fecero irruzione nel circolo cinese col volto mascherato da passamontagna, picchiarono alcuni degli avventori e si fecero consegnare 9.556 euro in contanti, oltre a diversi gioielli e telefoni cellulari. La squadra mobile li intercettò quasi subito e li arrestò. La sentenza è attesa per la prossima settimana. (p.n.)

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