Il Tirreno

Prato

Incendio alla Com-Ital Plast, il rogo è stato spento

I vigili del fuoco, venerdì 8 gennaio, alle prese con l'ultimo focolaio della Com-Itala Plast (foto Batavia)
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I vigili del fuoco, venerdì 8 gennaio, alle prese con l'ultimo focolaio della Com-Itala Plast (foto Batavia)

Al lavoro in via dell'Artigianato a Montemurlo le squadre dei vigili del fuoco per la bonifica. Il sindaco Mauro Lorenzini: "Non c'è rischio amianto, ma attendo i risultati delle indagini Arpat sulla combustione dei polimeri della plastica. Per il momento, comunque, non c'è alcuna emergenza"

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PRATO. Alla fine anche la pioggia ha aiutato le numerose squadre di vigili del fuoco impegnate in via dell’Artigianato a domare l’incendio scoppiato giovedì 7 gennaio intorno alle 19,30 e che ha praticamente distrutto l’azienda di materie plastiche Com-Ital Plast. Nonostante tutto però nella mattinata di oggi, 8 gennaio, restavano ancora focolai da domare e la nube di fumo nero continua ad alzarsi sul cielo di Montemurlo. Secondo i vigili del fuoco che hanno lavorato tutta la notte, occorrerà l’intera giornata per venire a capo di uno dei più grossi incendi che Prato abbia visto dal rogo della Teresa Moda tre anni fa. Intorno alle 17 gli ultimi focolai sono stati domati ed è iniziata l'opera di smassamento e bonifica dell'area.

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Fortunatamente a Montemurlo non ci sono state conseguenze per le persone perché il primo focolaio è divampato dopo che gli operai avevano finito il turno. Quando le squadre di soccorso termineranno lo smassamento del materiale bruciato, contestualmente alla messa in sicurezza dell'edificio (è collassata una vasta porzione di copertura, circa i due terzi del tetto della fabbrica grande circa 3.000 metri quadrati), si farà più stringente il lavoro delle squadre di polizia giudiziaria che hanno il compito di verficare da dove sia partito l’incendio. I funzionari dei vigili del fuoco stanno interrogando tutti i possibili testimoni nelle postazioni allestite davanti alla fabbrica di via dell'Artigianato.

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Pare comunque che le fiamme si siano levate al centro dello stabilimento, dove era parcheggiato un muletto i cui circuiti elettrici potrebbero essere andati in corto circuito. Resta inoltre ancora da capire se ciò che è bruciato abbia diffuso nell’aria sostanze tossiche. Di certo sul posto si è recato personale dell’Arpat che ha anche il compito di verificare se ci sia presenza di eternit.

E' il sindaco di Montemurlo Mauro Lorenzini a fare un po' di chiarezza sul rischio inquinamento atmosferico. "Per il momento - spiega - non ci sono gli estremi per emettere alcun tipo di ordinanza. Fortunatamente anche la pioggia ci sta aiutando a tenere sotto controllo la situazione". I tecnici dell'Arpat si sono recati in via dell'Artigianato la sera del 7 gennaio "per campionare l'aria - prosegue Lorenzini - a causa della combustione dei polimeri della plastica che potrebbero creare dei problemi che però ancora non ci risultano".

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Non c'è, invece, il rischio amianto "perché i proprietari della fabbrica hanno bonificato anni addietro le coperture - prosegue Lorenzini - sostituendole per montare i pannelli fotovoltaici". Il sindaco di Montemurlo resta comunque in attesa degli ulteriori risultati delle indagini dell'Arpat che dovrebbero arrivare nelle prossime ore: "Solo allora prenderemo una decisione". L'area nella quale è andato a fuoco la fabbrica di materiale plastico è industriale e le case sono molto distanti.

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Intanto proseguono le indagini delle squadra della polizia giudiziaria - in via dell'Artigianato anche il comandante provinciale dei vigili del fuoco Luigi Gentiluomo - che stanno ricostruendo l'orgine del rogo anche interrogando i dipendenti della fabbrica (una trentina) e chi ha dato l'allarme.

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Il presidente del Cda dell Com-Italia Plastica, Paolo Nutini, è stato sentito dai funzionari dei vigili del fuoco in una delle postazioni mobili allestite ma all'uscita ha preferito non rilasciare dichiarazioni. Sul posto anche alcune dipendenti dell'azienda, che complessivamente ne conta una trentina. "Speriamo di poter ripartire presto - dicono - Stiamo già cercando un altro capannone".

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L'incendio ha divorato centinaia di sacchi bianchi contenenti palline di polimeri poliplastici che vengono acquistati dall'industria petrolchimica e rivenduti ai produttori di materie plastiche. La Com-Ital Plast ha altri cinque depositi in giro per l'Italia, mentre quella di Montemurlo è la sede centrale, attiva da oltre 40 anni.

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