Attenzione
A fine mese raddoppieranno i posti-letto
Emergenza al Santo Stefano: il vecchio ospedale e la casa di cura di Villa Fiorità potranno ospitare in tutto 44 pazienti
PRATO. Entro la fine di gennaio raddoppieranno i posti letto per le cure intermedie alla palazzina Ovest del Misericordia e Dolce: da dodici diventeranno ventiquattro. «Oltre ad avere posti per i pazienti che verranno dimessi dall'ospedale- annuncia Michele Mezzacappa direttore della società della salute di Prato - alcuni saranno a disposizione delle richieste fatte dai medici di famiglia. Quando ci sarà la copertura economica potremo utilizzare anche Il secondo piano della palazzina».
Tempi meno certi, ma comunque non lunghi, anche per il via libera al progetto di venti posti per le cure per la bassa intensità a Villa Fiorita. Ad annunciarlo l'assessore alla sanità del comune di Prato Luigi Biancalani. «Non siamo noi a dover decidere modalità e tempi - ha specificato - ma ci siamo fatti portavoce con l'Asl di area vasta perché portasse avanti questi due progetti. Una soluzione importante, passata la fase acuta, per il decongestionamento dell'ospedale».
In totale i posti a disposizione dovrebbero essere 44, contro gli attuali dodici che risultano decisamente insufficienti. Il progetto di Villa Fiorita, in attesa di approvazione da parte dell' Asl di area vasta, prevede una sorta di distaccamento del reparto di osservazione nella struttura di Galceti. Il personale sarà di Villa Fiorita, ma coordinato dal responsabile del pronto soccorso Simone Magazzini. Sul sito della casa di cura pratese, in realtà, si legge che «Da settembre 2013 la casa di cura ospita presso il padiglione A il reparto di bassa intesità di cura della Azienda Usl 4 di Prato, un progetto di cure intermedie inizialmente avviato in forma sperimentale e successivamente ampliato. ll reparto, diretto da Bruna Lombardi, si compone di 20 posti letto in totale: 2 camere da 4 posti letto e 4 camere da 3 posti letto ed ospita quei pazienti che, sebbene abbiano superato la fase acuta della malattia, necessitano ancora di monitoraggio e cure prima di poter tornare a casa». Ma di fatto non è ancora attivo.
Se entrambi i progetti andassero a buon fine il pronto soccorso del Santo Stefano potrebbe ricevere una boccata di ossigeno.
«Il vero problema - spiega Biancalani - non è il pronto soccorso, ma i letti per chi ha passato la fase acuta. Che manchino i posti è indubbio, ma è anacronistico pensare alla riapertura del Misericordia e Dolce. Ormai quell'ospedale è definitivamente chiuso. Bisogna trovare altre soluzioni. Prato non è un' isola infelice, siamo nella norma, anzi, in qualche caso sopra».
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