Il Tirreno

Prato

Pronto soccorso, accessi saliti del 40%

Pronto soccorso, accessi saliti del 40%

Migliora la situazione al Santo Stefano, Magazzini: «A febbraio il picco dell’influenza, ora il problema sono gli anziani»

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Nel 2015 gli accessi al pronto soccorso del Santo Stefano sono stati 98.500 , il 40% in più rispetto al 2010, il 4 gennaio i pazienti registrati sono stati 306, prevalentemente anziani. Tutti sono stati presi in carico e alle 10 ieri, per ciascuno era stata trovata una sistemazione. I dati del periodo delle feste di Natale (fine dicembre inizio di gennaio) sono in linea con quelli dell'anno passato. I picchi al pronto soccorso però restano ancora ingovernabili ma nella mattinata di ieri la sala d'attesa era praticamente deserta, nessun malato sulle barelle, pochi in osservazione. «L'aumento delle richieste di intervento – spiega il responsabile del pronto soccorso Simone Magazzini – non è solo imputabile all'influenza, i cui effetti si sentiranno a febbraio. Ma per evitare problemi il consiglio è quello di vaccinarsi. Piuttosto con l'arrivo dei primi freddi le persone anziane accusano problemi respiratori e per questo vengono al pronto soccorso». Per fare fronte all'emergenza, Magazzini ha allertato tutto il suo staff. «Nei momenti di massimo bisogno – spiega – cerco di convogliare sul pronto soccorso tutte le forze a disposizione, ovviamente senza scoprire gli altri settori». Richieste d'aiuto, ma questa volta per i posti letto, vengono inoltrate, invece, a chirurgia dove è più facile programmare i ricoveri. «Non abbiamo mai pensato - spiega Magazzini - di spostare i nostri pazienti in altre strutture ospedaliere. Tutti vengono presi in carico, anche quando ci sono momenti di massima punta non cala la qualità del servizio». La presenza di barellati - puntualizza il medico - non è sinonimo di abbandono dei pazienti. Quando mancano i letti, vengono utilizzate le barelle, ma questo non significa che il paziente non sia stato preso in carico. Una situazione che si presenta tutte le volte che l'area dedicata all' osservazione è piena. «Ci sono degli iter – spiega il responsabile del pronto soccorso- che devono essere rispettati: alcuni pazienti devono rimanere in osservazione 12 ore e quindi, se non ci sono letti a disposizione, devono rimanere sulle barelle. I livello di comfort è sicuramente migliorabile». Tra i protocolli adottati al pronto soccorso anche la terapia del dolore, per dare un sollievo immediato al paziente. Il problema della mancanza dei letti, comunque, dovrà essere risolta, visto che il pronto soccorso per molte persone resta l'unico riferimento sanitario. Nel 2014 si era anche parlato di un utilizzo dei letti a Villa Fiorita, ma il progetto non è mai decollato.

Alessandra Agrati

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa