Sicurezza
Imprenditore aggredito I retroscena del pestaggio
I due arrestati sostengono di aver anticipato all’ex ristoratore il compenso per la concessione di patenti di guida a persone che avevano difficoltà a ottenerle
PRATO. Potrebbe esserci una storia di “patenti facili” all’origine della brutale aggressione di cui è stato vittima lo scorso 6 dicembre a Firenze un ex ristoratore pratese di 47 anni e che lunedì 4 gennaio ha portato all’arresto di Francesco e Gianfranco Sunzeri, padre e figlio di 66 e 36 anni, accusati di essere gli autori del pestaggio, seguito da una rapina, per un debito di 20.000 euro che l’imprenditore pratese aveva contratto coi due. Secondo quanto riferito dagli arrestati al loro avvocato difensore, Antonio Olmi, quei 20.000 euro non sarebbero stati un prestito concesso a Massimo C., ma il compenso, anticipato anche per conto di altre persone, in cambio dell’impegno a procurare patenti di guida a soggetti che altrimenti avrebbero avuto difficoltà a ottenerle. Questo probabilmente ripeteranno i due arrestati nel corso dell’interrogatorio di garanzia, fissato per l’8 gennaio.
Che non si trattasse della classica storia di prestiti a usura lo si era intuito leggendo la ricostruzione fatta dagli inquirenti, visto che ai due Sunzeri non è stato finora contestato questo reato. La storia raccontata da padre e figlio è un po’ diversa. Secondo loro quei 20.000 euro non hanno niente a che fare con la ristorazione, ma molto con la Motorizzazione, presso la quale Massimo C., stando alla versione di padre e figlio, sosteneva di avere delle conoscenze in grado di facilitare le pratiche per la concessione delle patenti di guida. Per questo avrebbe ricevuto un sostanzioso anticipo in contanti per la sua opera di “facilitatore”. Se poi questa fosse una circostanza fondata o una semplice millanteria, è ancora presto per dirlo.
Sta di fatto che agli atti dell’indagine condotta dai carabinieri di Firenze c’è anche la testimonianza di un uomo di nazionalità romena, mentre non sarebbero coinvolti cittadini cinesi, più volte pizzicati con patenti false durante i controlli della polizia municipale o delle altre forze dell’ordine.
L’aggressione nei confronti di Massimo C. è scattata quando Francesco e Gianfranco Sunzeri hanno capito o temuto di non rivedere più i 20.000 euro che l’ex ristoratore, gravato anche lui da alcuni precedenti penali, aveva probabilmente usato per sistemare qualche debito pendente.
A quel punto i due, titolari di un’officina a Campo di Marte, hanno deciso di passare alle vie di fatto usando anche acido per batterie per ustionare la vittima. Ma l’ipotesi di estorsione viene contestata al solo Francesco Sunzeri, mentre non si parla di sequestro di persona, nonostante gli inquirenti abbiano riferito che Massimo C. è stato caricato a forza su un’auto a Firenze e poi lasciato a Prato, con una prognosi di 15 giorni.
Paolo Nencioni
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