Finanza
«Sarò il questore della gente»
Si è insediato Paolo Rossi: «Sono un poliziotto nato sulla strada»
PRATO. Cambio al vertice della polizia di Prato: esce Filippo Cerulo, che ha lasciato l’incarico a fine anno per raggiunti limiti di età, entra Paolo Rossi, che ha preso servizio proprio il giorno di Capodanno. Livornese doc, 56 anni, sposato con tre figli, il nuovo questore di Prato ha ricoperto fino a pochi giorni fa l’incarico di questore nella città labronica, dove si è formato professionalmente percorrendo una carriera, come tiene a dire, di «poliziotto nato nella strada e sempre in mezzo alla gente».
La carriera tra Livorno, Genova, Pisa e Roma. Paolo Rossi ha iniziato nel 1982 come vice-ispettore a Livorno, per poi passare ispettore della Digos a Genova, dove è passato poi al reparto mobile. Nel 1986, dopo la laurea, è diventato funzionario ed è restato alla squadra mobile di Genova fino ai mondiali di calcio del 1990. In seguito è passato a Pisa, dove ha preso un incarico nella polizia aeroportuale di frontiera e dal 1993 è iniziato il lungo periodo a Livorno, dove è stato primo dirigente della squadra mobile, capo di gabinetto e vicario. Passando questore, ha sostituito proprio Flippo Cerulo quando venne promosso questore a Prato.
«Devo molto a Cerulo». Un rapporto particolare fra i due questori, dovuti proprio agli avvicendamenti avvenuti nella carriera. «Ho molta stima di lui come collega e come uomo - ha detto Paolo Rossi - Cerulo è uno di quei poliziotti che appartiene alla vecchia guardia, ma detto con affetto e in senso buono: grande generosità d’animo e propensione a dare il cuore per i colleghi».
Lo stereotipo dei cinesi e le criticità pratesi.
Il nuovo questore ha detto di conoscere bene la realtà pratese, grazie anche al corso superiore di polizia che ha svolto a Roma. «Conosco le criticità pratesi e le differenze con Livorno, due città comunque ugualmente impegnative. Balza subito agli occhi la forte presenza di stranieri, in particolar modo di cinesi, anzi questa città è famosa nel mondo per l'alta percentuale di cinesi. Ho visto dai resoconti dell'anno scorso e dai mattinali la tanta microcriminalità e i molti esposti che arrivano in questura per chiedere di sanare alcune situazioni di disagio. Ma aldi là dello stereotipo della città dei cinesi si vede che c'è una grande comunità. Il mio auspicio è quello di dare il massimo per migliorare dove si può».
Il “caso Prato” considerato a Roma. Il questore Rossi ha brevemente raccontato del suo recente corso di alta formazione che ha svolto a Roma, rivelando che il “caso Prato” è ben tenuto in considerazione dai vertici della pubblica sicurezza. «Prato è molto considerata dal dipartimento di pubblica sicurezza.
«Doppiamente felice di essere a Prato». Sono felice di essere arrivato qua sia dal punto di vista professionale che da quello personale, perché non ho bisogno di rompere il cordone ombelicale con la mia città e la mia famiglia, che si trova soltanto ad un’ora di strada da qua». I problemi e le emergenze di Prato legati alla sicurezza, non spaventano affatto il nuovo capo della polizia pratese: «Sono un poliziotto nato sulla strada e che continua a preferire il lavoro sulla strada, in mezzo alla gente, anche da dirigente. Questo è un momento difficile ovunque, con l’emergenza terrorismo e la percezione diffusa di insicurezza. Cercherò di dare tutto me stesso per rispondere a queste sfide».
Francesco Albonetti
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