Sicurezza
Accessi al pronto soccorso aumentati del 40% in un anno
Secondo il dottor Magazzini il picco di ricoveri di questi giorni non è imputabile all'influenza: "Sono anziani con problemi respiratori, e per tutti è stata trovata una sistemazione"
PRATO. Nel 2015 gli accessi al pronto soccorso dell'ospedale Santo Stefano sono stati 98.500, il 40% in più rispetto al 2010, e il 4 gennaio 2016 i pazienti registrati sono stati 306, prevalentemente anziani. Tutti sono stati presi in carico e alle 10 di oggi, 5 gennaio, per ciascuno era stata trovata una sistemazione. I dati del periodo delle feste di Natale (fine dicembre-inizio di gennaio) sono in linea con quelli dell'anno passato. I picchi al pronto soccorso sono ancora flussi ingovernabili: nella mattinata di oggi la sala d'attesa era praticamente deserta, nessun malato sulle barelle, pochi in osservazione.
“L'aumento delle richieste di intervento - spiega il responsabile del pronto soccorso Simone Magazzini - non è imputabile all'influenza, i cui effetti si sentiranno a febbraio. Piuttosto con l'arrivo dei primi freddi le persone anziane accusano problemi respiratori e per questo vengono al pronto soccorso”. Per fare fronte all'emergenza, Magazzini ha allertato tutto il suo staff. “Nei momenti di massimo bisogno – spiega – cerco di convogliare sul pronto soccorso tutte le forze a disposizione, ovviamente senza scoprire gli altri settori”. Richieste d'aiuto, ma questa volta per l'utilizzo dei letti, vengono inoltrate, invece, a chirurgia dove è più facile programmare i ricoveri.
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“Non abbiamo mai pensato - spiega Magazzini - di spostare i nostri pazienti in altre strutture ospedaliere. Tutti vengono presi in carico, anche quando ci sono momenti di massima punta non cala la qualità del servizio”. La presenza di barellati non è sinonimo di abbandono dei pazienti. Quando mancano i letti, vengono utilizzate le barelle, ma questo non significa che il paziente non sia stato preso in carico. Una situazione che si presenta tutte le volte che l'area dedicata all'osservazione è piena. “Ci sono degli iter – spiega il responsabile del pronto soccorso - che devono essere rispettati: alcuni pazienti devono rimanere in osservazione 12 ore e quindi, se non ci sono letti a disposizione, devono rimanere sulle barelle. Il livello di comfort è sicuramente migliorabile”. Tra i protocolli adottati al pronto soccorso c'è anche la terapia del dolore, per dare un sollievo immediato al paziente. Negli ultimi cinque anni l'utilizzo degli antidolorifici è aumentato del 50%. Il problema della mancanza dei letti, comunque, dovrà essere risolto, visto che il pronto soccorso per molte persone resta l'unico riferimento sanitario. Nel 2014 si era anche parlato di un utilizzo dei letti a Villa Fiorita, ma il progetto non ha mai decollato.
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