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A Franco poesie e uno stornello
Folla nella cattedrale per i funerali di Casaglieri celebrati da due vescovi
PRATO. Una folla, radunata in Duomo, ha voluto rendere l'ultimo omaggio a Franco Casaglieri, l'artista e scrittore scomparso il 31 dicembre 2015 dopo una breve malattia. Amici, parenti, autorità, ma anche tanti pratesi si sono dati appuntamento in cattedrale alle 10,30 per partecipare ai funerali dell' artista concelebrati dal vescovo Franco Agostinelli, dal suo predecessore Gastone Simoni e da don Giuseppe Billi, a cui è stata affidato il compito di fare l'omelia. Tutti si sono stretti con affetto alla moglie Viviana, alle figlia Ilaria e Viola e alla sorella Beatrice.Casaglieri non ha bisogno di presentazioni, ma prima della celebrazione Milio Micheli, amico e socio negli anni '70 di una rifinizione a Vaiano, ha voluto ricordarlo. «Ci siamo conosciuti al circolo di Vergaio, che Franco ha fatto crescere.Abbiamo iniziato la nostra attività con due cambiali da 50 mila lira e tanta voglia di lavorare, facevamo i turni di 12 ore. Poi tutto quello che guadagnavamo lo spendevamo a Roma, in cene, insieme a Benigni». L'attore, grande amico di Casaglieri, trattenuto a Parigi per precedenti impegni di lavoro, ha comunque chiamato Viviana, la moglie di Franco. «E' stato un colloquio privato- racconta la figlia - Roberto ci ha sempre fatto sentire la sua vicinanza e il suo affetto». Affetto che è trapelato anche dall'omelia di don Giuseppe Billi. «Lassù continuerai a scrivere, perché c'è gente che se ne intende- ha detto don Billi - La tua dote più bella era la fraternità e il senso della famiglia. Franco ha fatto conoscere lo stile di Prato degli anni '70 e '80, da cui sono nate schegge luminose che ancora oggi brillano». Casaglieri, oltre come artista è stato ricordato anche come uomo di grandi sentimenti. «E' stato per me un tessuto connettivo- ha ricordato monsignor Gastoni – tramite lui ho conosciuto tantissime persone». Alla voce commossa dell'attrice Valentina Banci, “la figlia adottiva” come l'ha definita don Billi, è stata affidata la lettura di "La morte non è niente", poesia attribuita a Scott Holland: «Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme». Ancora ricordi degli amici e dei colleghi. Sandra Mannini: «Il mio pensiero va alla moglie Viviana, che lo ha sempre accompagnato, fino alla fine, ma soprattutto lo ha così tanto compreso da farlo diventare il Casaglieri che tutti noi conosciamo». In Duomo c'erano anche il sindaco Matteo Biffoni, l'attore Alessandro Paci, l'ex sindaco e consigliere regionale Fabrizio Mattei, l'imprenditore Giovanni Masi, l'ex parlamentare Mauro Vannoni e l'ex presidente della Camera di commercio Silvano Gori. Quando la bara stava per uscire dalla chiesa è stata intonato da Gabriele Ara lo stornello toscano. “L'amore è come l'edera”, uno dei preferiti dall' artista pratese. Da oggi all'Antico Caffè di via Garibaldi sono disponibili le foto ricordo di Casaglieri. L'incasso sarà devoluto all' Att.
Alessandra Agrati
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