Sicurezza
Le lucciole cinesi traslocano in via Fra' Bartolomeo
Prato, sono due le "case d'appuntamenti" super frequentate, l'altra è in via Miniati. Le proteste dei residenti che hanno anche a che fare con tossicodipendenti e "topi d'auto"
PRATO. Da piazza Mercatale a via Fra’ Bartolomeo la strada è breve: le prostitute cinesi hanno cambiato zona e si sono trasferite in due case di appuntamenti, una in via Miniati, traversa di viale Montegrappa, e l'altra in via Fra’ Bartolomeo, dove avvengono in parte gli adescamenti dei clienti. La modalità è sempre la stessa: la donna passeggia sul marciapiede, vestita sobriamente, quando vede un uomo si avvicina offre il suo corpo, concorda il pezzo e poi si allontana. A breve distanza il cliente la segue, lei entra nell' appartamento e dopo dieci minuti è di nuovo in strada.
«Questa storia va avanti da anni – si lamentano i residenti - ma da quando è stato fatto il blitz in centro si sono trasferite tutte qui. E' diventato impossibile vivere: appena un uomo esce di casa è subito circondato dalle prostitute, inoltre, si vede che si è diffusa la voce che qui si vende sesso, capita anche che le donne giovani vengano avvicinate dai clienti delle orientali».
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La domenica sembra essere il giorno di super lavoro: i clienti nelle macchine sostano pazientemente sotto le finestre dell'appartamento di via Far Bartolomeo in attesa del proprio turno. E' stata mandata una lettera al sindaco Matteo Biffoni, quasi 18 mesi fa, ma per ora non è stato fatto nulla. Quando i clienti scarseggiano in via Fra’ Bartolomeo le prostitute cinesi si spingono in via Tiziano, passando per via San Gallo, Via fratelli Miniati, un pezzo della pista ciclabile Lungo Bisenzio per poi arrivare in via Tiziano.
Il percorso inverso è più breve perché la prima tappa è la casa per appuntamenti in via Miniati. «Oltre alla prostituzione – raccontano i residenti – dobbiamo fare i conti anche con gli spacciatori e i drogati che si ritrovano nei giardini della banca. Luogo buio e isolato durante la sera che, quindi, viene scelto come camera del buco. Spesso ci troviamo nei nostri giardini anche le siringhe».
Prima dell' estate, un altro luogo di spaccio e prostituzione era il parcheggio della banca che rimaneva aperto a causa dei lavori interni. «Ora per fortuna la ristrutturazione è finita - aggiungono i residenti - e quindi la sera le sbarre vengono abbassate, ma è una goccia in mezzo al mare. Questa zona, un tempo residenziale, è diventata il centro del degrado. E nessuno si preoccupa di fare qualcosa».
Nei mesi scorsi sono aumentati anche i piccoli furti a danno delle macchine parcheggiate: rubati spiccioli, occhiali, stereo e tutto quello che può essere utilizzato per acquistare una dose. «L'unica consolazione è che non rompevano i finestrini – concludono gli abitanti di via Fra’ Bartolomeo- utilizzavano le carte di credito per aprire le porte».
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