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Prato

Lavinia spacca il secondo

Lavinia spacca il secondo

Viene alla luce a mezzanotte in punto: la piccola pratese è la prima nata in Italia

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PRATO. La prima bambina nata in Italia nel 2016 è di Prato, si chiama Lavinia, pesa 3 chili e 40 grammi ed è venuta al mondo allo scoccare della mezzanotte. È la prima nata toscana ma anche d’Italia insieme a un bimbo peruviano nato a Roma, Marco Filippo, col quale si contende il primato.

Lavinia e Libin. Primogenita di Andrea Romiti (33 anni), che lavora nel tessile e di Giada Gestri (32 anni) commessa al negozio di Intimissimi ai Gigli, era attesa per il 10 gennaio, ma ha deciso di anticipare i tempi. «Sono venuta in ospedale il 30 dicembre per un controllo e mi hanno ricoverata perché mi si sono rotte le acque - racconta la mamma- Il travaglio però è iniziato alle 21,30, dell' ultimo dell' anno. Comunque è andato tutto bene, sono felice, io e Lavinia stiamo bene». Raggiante anche il babbo Andrea. «Abbiamo coronato il nostro amore con la nascita di Lavinia, che ci ha fatto anche il regalo di nascere il 1 gennaio. Vorrei ringraziare lo staff del reparto di ostetricia che è stato bravissimo». A Lavinia è stato anche donato il bavaglino di ben venuta dell'Ami, il primo con il simbolo del Sistema Sanitario della Toscana. L'ultimo nato del 2015 alle 9,50 del 31 dicembre è Libin, di 3,530 chili. La mamma, 33 anni, sta bene.

Continua il trend negativo. Prosegue, anche a Prato, il trend negativo delle nascite con un meno 7,5% che ricalca il dato nazionale. L’anno 2015 al Santo Stefano si chiude con 2441 nati di cui 1258 maschi (51,5%) e 1183 ( 48,5%) femmine, 33 parti sono stati gemellari. Nel 2014 i nati sono stati 2637 di cui 1371 (52%) maschi e 1266 (48,%) femmine. Sempre nel 2015 delle donne che hanno partorito, 1296 sono italiane e 1112 straniere. Queste ultime, come in passato, hanno rappresentato poco meno della metà delle partorienti nell'ospedale pratese (46,1%). In prevalenza le straniere appartengono alla comunità cinese: 614 partorienti (il 55,2% del totale delle straniere).

Come si partorisce. Il 25% delle donne che partorisce a Prato chiede l'epidurale, in crescita anche le future madri che decidono di utilizzare le vasche per il parto in acqua, il massaggio e lo sgabello. «Il trasferimento al Santo Stefano – spiega l'ostetrica Federica Lenzi – ha facilitato questo percorso, lo spazio a disposizione concilia l'utilizzo di queste tecniche. Per quanto riguarda il parto in acqua la donna si trova nella piscina. Le ostetriche al momento opportuno prendono il bambino che passa dalle acque della madre a quelle della piscina. Ovviamente per partorire non sul lettino ginecologico bisogna che le condizioni della gestante siano perfette». A fianco di questo servizio, dal 2010, esiste anche quello di anestesia ostetrica attivo 365 giorni all' anno 24 ore su 24. «Il nostro compito – spiega il responsabile del servizio Roberto Tonelli – è di rendere meno doloroso il parto, per farlo abbiamo bisogno della stretta collaborazione della partoriente e dell'ostetrica. Generalmente chi decide di sottoporsi all'epidurale inizia un percorso di preparazione, in collaborazione con le ostetriche». L'anestesia non toglie il dolore, ma lo attenua. «Dobbiamo trovare - spiega l'anestesista Filippo Bressan – il giusto equilibrio fra il bisogno di attenuare la sofferenza, e quello di mantenere percettibile l'istinto di spingere».

Alessandra Agrati

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