Il dolore
«Niente parco ma pronto soccorso e polo oncologico»
Forza Italia attacca il progetto della giunta Biffoni Mazzetti: «Organizzeremo azioni di contrasto molto forti»
PRATO. Forza Italia chiede che il vecchio ospedale Misericordia e Dolce non venga trasformato in un parco, ma diventi un punto di pronto soccorso diurno, la sede del polo oncologico e quella di un ospedale per la cittadinanza dove ricoverare le lunghe degenze. Per difendere questo progetto, la coordinatrice Erica Mazzetti, annuncia «azioni molto forti, in collaborazione con tutte le forze del centro destra. Prato ha bisogno di un ospedale più grande e del polo oncologico, la cui presenza in città potrebbe creare nuovi posti di lavoro». Nel corso del 2016 la coordinatrice, insieme alla squadra che da quattro mesi la affianca, organizzerà anche un incontro sul tema delle banche, altri sul lavoro, mentre Giorgio Silli, in qualità di presidente della Commissione Controllo e Garanzia, convocherà un incontro fra Consiag e Comune per cercare di capire come recuperare i 6 milioni di euro che la partecipata deve all' amministrazione. «Questi soldi- spiega Silli- non sono stati neppure conteggiati nel bilancio. Eppure sono certi e quindi si sarebbero potuti utilizzare. Basterebbe che il sindaco li richiedesse». Il bilancio approvato il 22 dicembre non piace a Forza Italia. «Abbiamo votato contro – spiega Mazzetti- perché è la fotocopia di quello degli anni precedenti. Ci preoccupa la mancanza di una prospettiva per questa città. La giunta Biffoni è a metà del proprio mandato e avrebbe potuto fare decisamente meglio. E' vero non ha alzato le tasse, ma solo perché sono già alte». Ancora più critica la capogruppo Rita Pieri. «Gli investimenti previsti sono frutto di una buona gestione della giunta precedente. Pochi comuni si possono permettere di avere a disposizione tante risorse. Eppure sono state destinate in modo sbagliato e assegnate in modo frettoloso. Votare il bilancio il giorno prima che venga approvata la legge di stabilità è inammissibile, ora bisogna ricominciare da capo con ulteriori costi per la collettività». Duro attacco anche al nuovo Isee. «C'era la possibilità di applicare dei correttivi- spiega Pieri – ma la giunta non lo ha fatto così, anche a Prato, l'assegno di accompagnamento diventa reddito, gravando ulteriormente sulle famiglie». Sul banco degli imputati anche il rapporto con le partecipate: «Dai numeri del bilancio- precisa Mazzetti - sono le grandi assenti: non una riga su Consiag/Estra per il quale non si prevede alcuna azione ma solo incassi dei dividendi».
Alessandra Agrati
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