Il Tirreno

Prato

Mezzana nella morsa dei ladri, aumentati i furti in appartamento

di Azelio Biagioni
La scuola Don Bosco di Mezzana
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La scuola Don Bosco di Mezzana

Alla scuola Don Bosco ci sono stati tre colpi in un mese. Una residente: “Nel mio condominio quasi tutti hanno ricevuto la visita di malintenzionati”

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PRATO. “A Mezzana si vive con la paura dei ladri e l’apice si è raggiunto con l’aggressione, la notte di Natale, al nostro parroco”. A parlare è una residente del posto che preferisce mantenere l’anonimato. E’ la madre di un bambino che frequenta l’asilo “Don Bosco” che nell’arco di un mese è stato visitato tre volte dai ladri. L’ultima, in ordine di tempo, risale ad un paio di giorni fa.

“Così non si può più andare avanti – sbotta la donna – ci sentiamo abbandonati e viviamo con il terrore che prima o poi tocchi a noi ad essere presi di mira da questi balordi. Nel mio condominio – continua - quasi tutti gli appartamenti hanno ricevuto la visita dei ladri e questo anche in pieno giorno. Ormai sentire suonare gli antifurto è diventata la triste abitudine. Da quattro mesi a questa parte – aggiunge la signora - a Mezzana si registra uno spaventoso aumento di furti. Sembra che i ladri si siano accaniti, in particolare, nella parte che va da via Valla a via del Cittadino, passando al settaccio le case delle strade di questa fetta di Mezzana. Era fine novembre e i ladri hanno rubato alla suola paritaria ‘Don Bosco’. Poi di nuovo il 17 dicembre ed ecco che due giorni fa hanno scassinato un’altra volta la porta di ingresso, sono entrati e portato via materiale comprato da noi genitori come un computer, un televisore e una macchina fotografica. Oggetti che servivano per i nostri bambini. La penultima volta si sono portati via pure 200 euro frutto di nostre donazioni a favore dell’Emporio della solidarietà per la campagna ‘Adotta una famiglia’. La cosa è degenerata nell’arco di poco tempo – dice la signora – Secondo me gli autori sono sempre gli stessi, quelli che hanno picchiato don Massimo.”

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E un gruppo di residenti del posto, prima di Natale, ha scritto una lettera al sindaco di Prato per chiedere aiuto affinché il quartiere sia sottoposto a maggiori controlli visto quanto sta succedendo. “Ci sentiamo abbandonati – sbotta la signora che abita a Mezzana – Sappiamo bene che l’amministrazione comunale non ha la bacchetta magica per risolvere questi grossi problemi ma almeno una risposta potevano darcela, invece almeno per il momento tutto è caduto nel vuoto”.

Sembra diversa la situazione per gli esercizi commerciali risparmiati dall’onda di furti. Sara Pasquini dell’estetica “Sara” racconta che i negozi vicini al suo non hanno riscontrato problemi ma conferma di essere al corrente degli appartamenti presi di mira dai malviventi.

“Eppure – dice Pasquini – qui passano voltanti di Polizia e Carabinieri, si vede che nemmeno questo serve a tenere lontano i malintenzionati”. Intanto, il parroco di Mezzana, don Massimo Malinconi, ha ancora in testa i punti di sutura che dovrà tenere ancora per qualche giorno. Punti che si sono resi necessari dopo la brutale aggressione avvenuta la notte di Natale nella sua canonica quando si è trovato faccia a faccia con quattro ladri che lo hanno picchiato dopo aver rubato le offerte per i bambini africani. “Non ho dolore fisico - commenta il sacerdote – ma sono ancora provato per quanto mi è successo. Sto ricevendo affetto dai miei nuovi parrocchiani (il prete è a Mezzana da pochi mesi, ndr), da quelli di Cafaggio e da gente di tutta Italia dato che la notizia della mia aggressione ha avuto un’eco nazionale”.

 

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