Sicurezza
I profughi stranieri sono 444 ma potrebbero arrivare a 700
PRATO. Ora sono 444, ma potrebbero arrivare fino a 700. Stiamo parlando dei profughi stranieri attualmente ospitati in una serie di strutture in provincia di Prato in base a una convenzione che...
PRATO. Ora sono 444, ma potrebbero arrivare fino a 700. Stiamo parlando dei profughi stranieri attualmente ospitati in una serie di strutture in provincia di Prato in base a una convenzione che scadrà domani. Per questo sul sito della Prefettura è stato pubblicato un bando “per l’individuazione di più operatori economici ai quali affidare il servizio di prima accoglienza di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale e la gestione dei servizi connessi” per un massimo di 700 posti.
«La procedura di gara - spiega la Prefettura - ha lo scopo di consentire il reperimento di nuove strutture che possano rispondere ai nuovi arrivi previsti nel limite totale di 700 persone. Ad oggi ci sono 444 cittadini. L’appalto avrà durata presumibile dal 1° marzo 2016 fino al 31 dicembre, fatta salva la cessazione anticipata qualora vengano meno le esigenze». Dal 1° gennaio al 29 febbraio le strutture attualmente occupate lo rimarranno in virtù di una proroga di due mesi.
La “prima accoglienza e i servizi connessi” citati dal bando riguardano principalmente vitto e alloggio, ma anche prestazioni alla persona (assistenza linguistica e culturale, sostegno socio-psicologico), fornitura di generi di prima necessità (vestiario, prodotti di igiene personale, carte telefoniche), lavanderia, pulizia dei locali, raccolta e smaltimento dei rifiuti.
Per partecipare alla procedura di affidamento dell’appalto i soggetti interessati dovranno far pervenire entro le 12 del 29 gennaio alla Prefettura di Prato un plico con l’offerta e la documentazione allegata.
Il grosso dei profughi stranieri sono arrivati in provincia di Prato nei mesi estivi, quando l’emergenza era sotto i riflettori e gli stessi amministratori locali avvertirono il governo che non c’era quasi più posto in città e nei comuni limitrofi. Ma il flusso, seppur in misura minore, è continuato in autunno. La particolarità di Prato è che non risultano presenti né siriani né eritrei, le due nazionalità che hanno le maggiori probabilità di ottenere il riconoscimento di rifugiato.
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