Lutto
La badante era la basista dei banditi
In manette cinque cinesi (quattro a Prato) per una rapina a Rapallo dove fu sequestrato un bambino di due anni
PRATO. Quattro cinesi sono stati arrestati a Prato e una cinese è stata fermata a Castel Guelfo, vicino a Bologna, con l’accusa di aver compiuto una rapina a Rapallo, nel corso della quale è stato sequestrato un bambino di due anni. I fermi sono scattati il 23 dicembre e sono l’esito di un’indagine condotta dalla Procura di Genova su una rapina compiuta nella notte tra il 17 e il 18 agosto sulla riviera ligure.
Nell’abitazione presa di mira c’era una badante cinese che accudiva il figlio di una coppia di connazionali. La donna raccontò di essere stata legata e imbavagliata in attesa del ritorno a casa dei suoi datori di lavoro. Questi furono poi malmenati fino a quando non rivelarono dove tenevano i soldi, 10.000 euro tra denaro contante e gioielli.
Le indagini dei carabinieri, anche in seguito alle contraddizioni nel racconto della testimone, hanno fatto emergere un’altra verità.
Secondo gli inquirenti la badante in realtà era la basista del colpo e si era messa d’accordo coi rapinatori per fingere di essere la vittima della rapina. Per questo anche lei è finita in manette.
Le indagini, condotte con pedinamenti, servizi di osservazione e verosimilmente con intercettazioni telefoniche, hanno consentito di accertare che la banda era composta da quattro orientali domiciliati a Prato, di 23, 25, 44 e 46 anni, oltre alla badante di 38, irregolare sul territorio italiano e domiciliata in provincia di Bologna.
I cinque farebbero parte di un gruppo criminale che si è specializzato nelle rapine ai danni di connazionali benestanti. Una banda in grado di spostarsi molto velocemente sul territorio nazionale senza lasciare tracce.
A Rapallo, dove fatti simili sono molto rari, la rapina alla famiglia cinese ha fatto un discreto scalpore e anche per questo la Procura ha deciso di vederci chiaro, arrivando a ricostruire gli spostamenti del gruppo criminale.
Alla vigilia di Natale sono dunque scattati i fermi perché gli inquirenti erano convinti che i banditi stessero per compiere altri colpi simili, dopo averne realizzati in Liguria, Emilia e Toscana, anche in provincia di Prato.
La badante infedele è stata rinchiusa nel carcere di Bologna, i quattro cinesi fermati a Prato sono finiti alla Dogaia.
Nel corso delle perquisizioni domiciliari effettuate dai carabinieri è stata trovata l’auto usata per compiere la rapina di Rapallo e un paio di pistole scacciacani prive del tappo rosso, fedeli riproduzioni delle armi vere, che potrebbero essere state utilizzate anche per altre rapine, oltre a materiale giudicato interessante dai carabinieri. I cinque fermati dovranno rispondere delle accuse di rapina, lesioni e sequestro di persona in concorso.
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