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Prato

Stefanino d’oro, il premio a tre aziende

Stefanino d’oro, il premio a tre aziende

Be.Mi.Va, Fratelli Bacciottini e tenuta di Capezzana sono le tre realtà imprenditoriali campioni di etica e innovazione

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PRATO. Fratelli Bacciottini, Filati Be.Mi.Va. e Tenuta di Capezzana si sono aggiudicate la sesta edizione del Premio Santo Stefano, il riconoscimento che la città di Prato dedica alle aziende virtuose del proprio distretto industriale. Ad annunciarlo è stato il vescovo Franco Agostinelli al termine della messa nella cattedrale di Prato in onore del santo patrono. Il premio è stato istituito per valorizzare e portare a esempio quelle imprese che si sono contraddistinte per la tenuta e il rilancio del lavoro in modo etico e rispettoso della concorrenza.

«Tre sono le aziende vincitrici ma tante altre ancora sarebbero state meritevoli del Premio Santo Stefano», ha detto monsignor Agostinelli subito dopo l'annuncio, e poi ha aggiunto: «a Prato esistono tante altre imprese impegnate nel dare input di speranza al territorio e vogliano rendere merito anche a loro: grazie a tutti coloro che spendono le proprie energie per sviluppare e rilanciare il lavoro nella nostra città».

La Fratelli Bacciottini, con sede a Montemurlo ha competenze nella finitura post stampa ed è specializzata nella realizzazione di cabine sterili per la produzione di farmaci; la Filati Be.Mi.Va. si trova a Capalle nel Comune di Campi Bisenzio ma da oltre 50 anni è una delle protagoniste dell'evoluzione del distretto tessile pratese, mentre la Tenuta di Capezzana a Seano, nel Comune di Carmignano, è una delle aziende vinicole più antiche della Toscana ed è la prima del settore ad essere insignita del Premio. Stefano Bacciottini, titolare dell'azienda montemurlese, è stato informato durante la messa di aver vinto il premio. «Sapevamo che il sindaco Lorenzini ci aveva segnalati. Avevamo donato 40mila euro al Comune per ristrutturare la scuola materna di Oste. E in passato avevamo fatto altra beneficenza. Sono anni che lavoriamo a Montemurlo e ci sembra giusto contribuire per rendere migliore il nostro territorio».

Marco Benesperi della Be.Mi.Va è stato raggiunto a telefono dagli organizzatori. «E' la prima volta che non vado alla messa di Santo Stefano in Cattedrale perché non mi sento bene. Non mi aspettavo assolutamente questo premio». Proprio come Vittorio Contini Bonaccossi, in questi giorni all'estero, che ha avuto la notizia con un sms inviato dal personale della Diocesi.

Le tre aziende l'hanno spuntata su una rosa di trenta nomi segnalati al Comitato promotore dello "Stefanino" composto da rappresentanti della Diocesi, del Comune, della Provincia, della Camera di Commercio e della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato. Dal 2010, anno della prima edizione, sono state premiate 26 imprese, di queste 16 appartengono alla filiera tessile mentre le altre sono attive in settori diversi, dalla gastronomia all'edilizia, dal restauro all'hi-tech. Segno della diversificazione di un distretto che ha saputo rinnovarsi e innovare in ambiti diversi e non collegati tra loro.

Come avvenuto nelle edizioni precedenti, la consegna dei premi avverrà nel mese di febbraio nel corso di una cerimonia pubblica dove saranno rese note le motivazioni che hanno portato alla scelta del Comitato. Lo scorso anno fu il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi a conferire i riconoscimenti ai vincitori, che ricordiamo essere le aziende e tutti i loro addetti, dai titolari ai dipendenti. Gli stefanini 2015-2016 sono realizzati dall'artista pratese Gabriella Furlani, già autrice dei premi in altre tre occasioni. Si tratta di vere e proprie sculture, pezzi unici in bronzo, oro e plexiglass raffiguranti Santo Stefano con il sasso e la palma del martirio e la Sacra Cintola con su scritto il motto: «coscienza, conoscenza e innovazione».

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