Sicurezza
Nel cassonetto c’è anche il materasso
Esposto alla Prefettura e alla polizia municipale dell’associazione “Quelli di piazza Ciardi” contro lo smaltimento “a casaccio”
PRATO. “Quelli di piazza Ciardi”, prime prove di cittadinanza attiva e arriva l’esposto.
La neonata onlus ha iniziato subito a dare seguito agli obiettivi enunciati alla costituzione il 10 dicembre scorso: dialogare con l’amministrazione per condividere idee e, per primi, segnalare effettive criticità e problemi del territorio.
Iniziando dalla questione rifiuti - in particolare da quando è partita la differenziata lo scorso luglio - sulla quale hanno appena consegnato un esposto alla Prefettura e per conoscenza a sindaco, polizia municipale e Asm.
«Il nostro intento è propositivo – spiega Chiara Martini presidente pro-tempore dell’associazione – ci sentiamo un po’ come sentinelle del territorio, visto che i nostri soci sono residenti e commercianti della zona e per il Comune potremo essere utili per ottimizzare gli interventi previsti in questa zona».
L’esposto mette nero su bianco le segnalazioni raccolte dall’associazione negli ultimi due mesi, più o meno 50: «Le abbiamo verificate, andando sul posto. Infatti quello che presentiamo nell’esposto è già stato girato anche agli uffici competenti – continua Martini - Abbiamo costituito un gruppo strutturato proprio per questo».
L’esposto arriva dopo un incontro con l’assessore all’ambiente del Comune, Filippo Alessi al quale l’associazione ha già consegnato un documento in cui vengono evidenziate criticità sul tema rifiuti e relative proposte. «L’esposto è l’ufficializzazione di queste richieste» aggiunge Silvia Ammendola.
Quanto riportato dai cittadini e residenti è stato anche documentato con delle immagini che parlano da sole del (poco) rispetto delle regole della differenziata.
Nell’esposto si fa riferimento infatti all’uso improprio dei cestini, utilizzati per l'abbandono dei sacchi dell'immondizia. «Abbiamo chiesto di sostituirli con modelli dall'imbocco più stretto come quelli in centro storico – sottolinea Anna Pierini - così da limitarne l'intasamento e facilitarne poi il mantenimento della pulizia. Su questo punto abbiamo già ricevuto una risposta da parte dell’assessore il quale ci ha invitato a elencare quelli secondo noi da sostituire in base alle criticità».
Altra questione: l’utilizzo improprio delle campane di vetro, con relativo ed evidente degrado (via Bologna all’altezza del civico 55 e via Protche): sacchi di rifiuti i più vari (per qualche tempo c’è stato anche un materasso) lasciati per strada. Per questo l’associazione propone la raccolta porta a porta anche del vetro.
E non basta ancora. Vengono poi segnalate alcune attività tessili che “non” producono rifiuti, in via Bologna, via Cerutti e via Franchi. «In questi casi oltre ad aver visto che stranamente queste attività non producono alcun rifiuto, non rispettano nemmeno gli orari di lavoro». Un supporto, per chiarire dove finiscano gli scarti di lavorazione, potrebbe essere dato «dalla presenza in zona di guardie ambientali Asm che educhino alla corretta differenziazione e gestione dei rifiuti anche attraverso sanzioni». Manca infatti, secondo la onlus, anche la sensibilizzazione. «Ci vorrebbe un’azione informativa e divulgativa più incisiva e ripetuta – conclude Andrea Becucci - sia nei confronti dei cittadini stranieri che italiani e soprattutto una successiva azione repressiva per chi non rispetta le regole». “Quelli di piazza Ciardi” ritengono poi necessario un censimento “reale” della popolazione soprattutto nel tratto di via Bologna compreso tra il Bar Coppini e piazza Ciardi.
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