Il Tirreno

Prato

Il trekking alternativo delle Toghe sudate: "Il bello è perdersi"

di Alessandra Agrati
Il gruppo trekking delle "Toghe sudate" durante un'escursione
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Il gruppo trekking delle "Toghe sudate" durante un'escursione

L'esperienza del gruppo di amici che ogni domenica percorre i sentieri del Cai alla scoperta delle bellezze del territorio. La meta è sempre la stessa: l'aperitivo

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PRATO. Durante la settimana sono liberi professionisti, avvocati, direttori marketing, insegnanti, responsabili della produzione, commercianti, insomma persone rispettabili. Ma la domenica si trasformano in un gruppo di trekking-goliardico, "Le toghe sudate", che macinano chilometri sui percorsi del Cai per rilassarsi, ma anche per promuovere una forma alternativa di turismo. Si riconoscono dalle maglie gialle fosforescenti, un pugno nello stomaco fra i colori della natura. L'ideatore è l'avvocato, ma anche scrittore, Franco Legni, da qui il nome di chiara ispirazione forense.

“Siamo un gruppo ricreativo, più che sportivo - spiega Legni - Siamo amanti del trekking, ma soprattutto dei discorsi su donne, calcio, alcolismo, solipsismo, Nabokov e Marquez, tabagismo, biathlon, insurrezionalismo apolitico. Scherzi a parte, abbiamo deciso di vivere la natura, e promuovere questa attività tramite una nostra pagina Facebook, senza essere ossessionati dai chilometri da fare, dall'arrivare prima. Ci piace stare insieme e camminare, ma soprattutto perderci: il nostro obiettivo è di fare ogni domenica un anello, nella realtà compiamo percorsi tortuosi. Il bello è proprio non avere regole: abbiamo imparato a leggere la cartina da poche settimane. E i risultati non sono proprio esaltanti, per ora”.

L'aggregazione è sicuramente l'elemento fondamentale ma anche la promozione del territorio. “Ogni settimana proponiamo un percorso diverso, sempre sui sentieri Cai, in modo da visitare luoghi diversi. Per motivare i camminatori della domenica, dobbiamo comunque finire l'attività con un aperitivo che viene fatto ogni domenica in un luogo diverso, cercando di promuovere le piccole realtà”. Oltre a Legni, che è sicuramente il guru spirituale del gruppo, e a Giovanni Mazzetti, va ricordato anche Enrico Scali, in arte il “commissario” che studia i percorsi: “Mi è sempre piaciuto camminare e ho una conoscenza abbastanza buona del territorio, ma che ci volete fare, sono un creativo, e ogni tanto mi piace fare deviazioni e percorsi alternativi. E' un modo per movimentare la giornata”. Ogni domenica all' appuntamento si presentano circa venti persone, sette sono lo zoccolo duro, gli altri si aggiungono via via che viene presentato il percorso. “Riceviamo tantissime richieste di partecipazione, non diciamo mai no a nessuno - spiega Legni - tuttavia esiste una regola: chi si perde viene abbandonato, ma a primavera andiamo a recuperalo. Promesso”.

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