Proteste
Troppi sforamenti delle polveri sottili
Il circolo di Legambiente richiama l’attenzione dell’amministrazione comunale sull’inquinamento atmosferico
PRATO. Lo shopping di Natale? Meglio lasciare l’auto in garage, optando per la bicicletta o i mezzi pubblici: i nostri polmoni (e quelli degli altri) ringrazieranno: l’ultimo scorcio del 2015 vede Prato nella morsa delle famigerate polveri sottili (Pm10). Colpa del meteo vista l'assenza di vento e l’accumulo di umidità: la soglia di 50 microgrammi al metro cubo, quella stabilita dalla normativa europea per le polveri sottili, è stata superata troppe volte nel corso del 2015, portando a 36 il totale degli sforamenti registrati dalla centralina Arpat di via Roma (l'ultima rilevazione è del 22 dicembre), 32 da quella di via Ferrucci. Tanto per intendersi, il semaforo rosso scatta quando viene superata la soglia dei 35 sforamenti nel corso di un anno. E Prato l’ha fatto, così da mettere in allarme il circolo pratese di Legambiente che per contrastare le polveri sottili "stuzzica" l’amministrazione non tanto sulle classiche misure-tampone quanto su interventi strutturali come, per dirla con Paolo Balestri di Legambiente, «l’incentivazione del trasporto pubblico, l’estensione delle aree pedonali non limitate al centro storico, sviluppo della mobilità ciclabile e la piantumazione di nuovi alberi». Oltrepassati dunque i limiti di legge, senza che il 2015 sia ancora terminato, ma non tali da far scattare misure d’urgenza: il Comune nei giorni scorsi s’era limitato a raccomandare l’uso moderato dell’auto e l'abbassamento dei termosifoni.
Ma la fotografia scattata da Legambiente sarebbe parziale perché tiene conto delle uniche due centraline Arpat rimaste in funzione, ovvero via Ferrucci e via Roma: con tutta probabilità, se il punto di rilevazione in via Soffici alle Fontanelle non fosse stato dismesso (prima dei tagli regionali, le centraline mobili e fisse di Arpat erano in provincia di Prato sette) la situazione dell’area pratese risulterebbe ancora più grave. In via Roma, in particolare, il 17 dicembre il valore delle Pm10 è schizzato a 108, oltre due volte sopra i limiti consentiti di legge, la peggiore performance in Toscana registrata in quella giornata. Maglia nera a livello regionale è la centralina di Montale che il 22 dicembre ha toccato già 54 sforamenti nell’arco di un anno con il record di Pm10 (120 microgrammi al metro cubo) segnalati il 18 e 19 dicembre.
«La centralina di Fontanelle - fa notare Balestri - registrava dati simili a Montale su cui insiste un problema di traffico intenso». Nel frattempo, in attesa che venga varato il Pums (piano urbano della mobilità sostenibile) Legambiente benedice il Paes (piano di azione per l'energia sostenibile), di cui si è dotata l'amministrazione per ridurre i consumi energetici: su questo versante, Prato non se la passa tanto bene con 210mila tonnellate di Co2 nel 2009 , 1,4 tonnellate a testa.
«Abbiamo salutato con entusiasmo la novità del car sharing – sottolinea la presidente del circolo pratese di Legambiente, Maria Rita Cecchini – Qui a Prato si contano 200mila auto immatricolate a fronte di 190mila abitanti, questo vuol dire che tante persone hanno veicoli fermi in garage. L’arrivo del car sharing dà la possibilità di sostituire questi mezzi e spostarsi in città in maniera sostenibile». Ma quanto è ecologico il car sharing se non è elettrico? «Il problema vero – fa notare Franco Di Martino, direttore di Legambiente regionale – è la mancanza in città di più punti di ricarica per i veicoli elettrici come invece accade a Firenze».
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