Il Tirreno

Prato

Qualità della vita, Prato perde sette posizioni

Un incontro tra giovani imprenditori italiani e cinesi
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Un incontro tra giovani imprenditori italiani e cinesi

Dallo studio del Sole 24 Ore risulta che la nostra provincia è all'ottavo posto su dieci in Toscana e al 42° su 110 in Italia. Primi solo per numero di giovani imprenditori

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PRATO. Non arrivano buone notizie dall’annuale rapporto redatto dal Sole 24 Ore sulla qualità della vita nelle province italiane. Prato si piazza al 42° posto e perde sette posizioni rispetto alla classifica dell’anno precedente.
A livello toscano la provincia di Prato si piazza all’ottavo posto su dieci province. Prima di Prato troviamo Firenze (4), Siena (9), Pisa (22), Livorno (27), Grosseto (30), Arezzo (36) e Massa Carrara (40). Peggio di Prato fanno solo Lucca ((53) e Pistoia (56): magra consolazione in termini di campanile.

LA CLASSIFICA

Il tallone d’Achille di Prato rimane la situazione dell’ordine pubblico, nella quale la nostra provincia si piazza al 97° posto su 110. Ma anche gli indicatori sulla popolazione appesantiscono la posizione di Prato. Questi tengono conto della densità di popolazione, dell’indice di separazioni, dell’indice di vecchiaia, del numero medio degli anni di studio e della speranza di vita media.

Ogni provincia viene misurata in base a una serie di indicatori. Quelli di Prato possono aiutare a capire lo stato di salute della città e come questa viene vista dall’esterno. Scendendo nel dettaglio, lo studio del Sole 24 Ore assegna a Prato un Valore aggiunto pro capite di 25.052 euro e un patrimonio familiare medio di 382.343 euro, mentre l’importo medio delle pensioni si attesta su 882 euro. I consumi per famiglia arrivano a 2.653 euro e la spesa per turismo all’estero pro capite è di 227 euro. Infine il costo medio delle case al metro quadro è calcolato in 1.750 euro.

C’è poi una classifica nella quale Prato è al primo posto tra le 110 province italiane. È quella di “Affari e lavoro”, su cui pesa il numero di giovani imprenditori. Facile intuire che su questo indicatore incide in maniera decisiva il numero di giovani cinesi titolari di aziende.

In merito a questa notizia segnaliamo che gira su Facebook un fake con un titolo volgare creato per gettare discredito sulla testata Il Tirreno. Invitiamo i nostri lettori a prendere le distanze dall'autore e diffidiamo lo stesso a proseguire nel suo scherzo di pessimo gusto.

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