Il Tirreno

Prato

Alla mensa dell’asilo arrivano le patatine Pai

di Maria Lardara

Alzata di scudi delle mamme: «Il menu è già troppo ricco di carne e cibi fritti» L’assessore: «Sono scelte dalle dietiste. Sono un prodotto di qualità»

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PRATO. Sfiziose e croccanti, ai bimbi avranno probabilmente fatto venire l’acquolina in bocca. In qualche genitore, invece, lasciano più di un dubbio visto anche quanto faticano tutti i giorni per tenere lontano i figli da certi capricci per la gola come le patatine fritte.

E invece il 16 dicembre i piccoli alunni della materna comunale e statale hanno assaporato a mensa quella che a prima vista può sembrare una vera bomba calorica, con buona pace dei genitori più attenti: un primo piatto a base di ravioli burro e salvia, scaloppine di pollo all’arancia, patatine Pai e panettone. Ma la pietanza della discordia sono proprio i riccioli di patatine Pai, un contorno saporito e molto nutriente tanto che in qualche scuola le maestre hanno aperto poche buste di patatine distribuendone solo un po’ a testa (un sacchetto a bimbo a fine pranzo è stato ritenuto eccessivo). In realtà, non è che gli alunni mangino tutti i giorni a mensa patatine Pai e quello di mercoledì scorso era un menu squisitamente natalizio. «L'eccezione è ammissibile in occasione di iniziative saltuarie come feste di fino anno ad esempio – fanno notare le mamme del comitato “ChiediamoAsilo Prato” nato agli inizi del 2014 per difendere e promuovere il servizio pubblico educativo all'infanzia nella fascia 0-6 anni - ma non all'interno di un menu scolastico "studiato" da dietiste che dovrebbero sostenere un'alimentazione sana e semplice».

Scorrendo la tabella del menù per la materna si scopre che la frittura ricorre spesso tra le proposte del pranzo (bocconcini di pollo, crocchette di patate e pesce fritto) così come la carne abbonda mentre ai piccolissimi del nido non si fa mancare una delizia come pane e nutella. «Sulla scia del documento approvato di recente dall’Oms, in commissione mensa molti genitori avevano sollevato alcune obiezioni sul consumo eccessivo di carne a fronte di pochissimi legumi dati spesso in abbinamento alla carne (ambedue sono fonte di proteine ndr)», fanno notare dal comitato. A provare a tranquillizzare le mamme pensa l’assessore alla pubblica istruzione Mariagrazia Ciambellotti che difende la bontà (letteralmente) delle patatine Pai a pranzo: «E’ un prodotto di qualità il cui apporto calorico s’inserisce in un regime dietetico equilibrato. Tutti i menù, del resto, vengono elaborati dalle nostre dietiste e sottoposti all’approvazione dell’Asl. La scelta delle patatine, che comunque vengono date a mensa soltanto una volta l’anno e in pochissime quantità, è stata ponderata sulla base della qualità e varietà degli alimenti». A proposito del menù: per risparmiare quest’anno il Comune ha deciso di non stampare più l’InformaPappa (per i nidi) e l’InformaMensa (infanzia, primaria e secondaria di primo grado) che possono essere solo consultati sul sito del Comune. Alcuni genitori si sono lamentati dell’assenza dell’opuscolo cartaceo ma, come fa notare l’assessore Ciambellotti, «il menù viaggia on line e una direttiva di spending review impone alle amministrazioni di evitare lo spreco di carta dando un segnale positivo in tema di educazione ambientale».

Smettendo di stampare 12mila copie all’anno di opuscoli, tante quanti i pasti quantificati della refezione scolastica, il Comune ha risparmiato così intorno ai 3-4mila euro.

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