Sicurezza
Premio fedeltà agli azionisti della BpVi
PRATO. Dalla Banca popolare di Vicenza arriva un regalo di Natale che però ha un gusto più amaro che dolce per molti azionisti. In questi giorni i detentori di azioni BpVi che hanno partecipato alla...
PRATO. Dalla Banca popolare di Vicenza arriva un regalo di Natale che però ha un gusto più amaro che dolce per molti azionisti. In questi giorni i detentori di azioni BpVi che hanno partecipato alla ricapitalizzazione del 2013 stanno ricevendo una lettera della banca che li informa di aver diritto a un “premio fedeltà”. In pratica, per ogni cinque azioni sottoscritte dal 12 giugno al 9 agosto 2013, i soci ne riceveranno una in omaggio.
La condizione per ottenere il premio è aver mantenuto ininterrottamente per due anni “presso una banca del Gruppo o un altro intermediario autorizzato aderente al sistema di gestione accentrata di Monte Titoli” la titolarità delle azioni assegnate e di quelle eventualmente già detenute; e che nel corso del periodo di offerta non abbiano ceduto a qualsiasi titolo le azioni eventualmetne già detenute alla data di inizio del periodo di offerta.
Insomma, viene premiata la fedeltà, anche se quello che più importa ai risparmiatori pratesi è che nel frattempo le azioni sono state svalutate da 62,5 a 48 euro, dunque ben più del 20% garantito dal premio fedeltà, ma soprattutto che gli analisti stimano che il loro valore reale sia ora di molto inferiore ai 48 euro.
Sulle pratiche della Popolare, come è noto, la Procura di Prato (oltre a quella di Vicenza) ha aperto da tempo un’inchiesta che vuole far luce sulle presunte pressioni dei funzionari di banca sugli imprenditori affinché comprassero azioni.
Il retrogusto amaro del “premio fedeltà” è dato anche dal fatto che si è trattato di una fedeltà obbligata, visto che di fatto le azioni BpVi non avevano mercato, anche volendosene disfare. E molti ci hanno provato invano.
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