Il Tirreno

Prato

«La morte di mio padre trattata come un telefilm»

Alessandra Agrati
I funerali di Giuseppe Raucci, ucciso il 10 dicembre scorso, a Maliseti (foto Batavia)
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I funerali di Giuseppe Raucci, ucciso il 10 dicembre scorso, a Maliseti (foto Batavia)

Prato, la figlia di Raucci, ritrovato ammazzato in un parcheggio di Ginestra Fiorentina il 10 dicembre scorso, si sfoga al funerale: "Era una brava persona, merita rispetto". E sulla tomba scrive: "Sei il migliore"

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PRATO. «Questo non è un telefilm e non c'è, in questa bara, l'uomo peggiore del mondo. Mio padre era una brava persona e merita il rispetto di tutti». E' una difesa a spada tratta quella che la figlia di Giuseppe Raucci fa del padre al cimitero, subito dopo la messa funebre. Suo padre è stato ammazzato e il corpo ritrovato nel bagagliaio dell’ auto dell’anziana madre in un parcheggio di Ginestra Fiorentina lo scorso 10 dicembre. Nel giorno dell’omicidio, tra le piste seguite dagli inquirenti, anche quello del mondo della droga per cui Raucci aveva un precedente che risale a molti anni fa.

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Un funerale come tanti altri, quello celebrato nella chiesa di Maliseti, frazione dove Raucci ha vissuto prima di trasferirsi con la compagna e la figlia nel comune di Camaiore. Ed è il paese dove vivono ancora l'anziana madre e i parenti più prossimi. Un ultimo saluto, quello di questa mattina, sabato 19 dicembre, durato pochissimo ma in cui la giovane figlia ha voluto parlare, raccontare nel dettaglio quello che per lei era suo padre. L'ha fatto leggendo una lettera, che poi ha depositato nella bara, che descrive Raucci come un uomo diverso da come è stato descritto nel giorno della sua morte. Un babbo affettuoso.

«Ciao papi, non voglio scordare e non scorderò tutti i momenti passati insieme, momenti indimenticabili, indelebili che vagano nella mia mente. Dal primo all'ultimo: dalla prima gattonata, alla prima passeggiata, dal triciclo, al bici, al motorino» .

La ragazza si è commossa, ha pianto, ma è riuscita ad arrivare fino alla fine. Il penultimo gesto di amore di una figlia verso il padre. L'ultimo si è compiuto al cimitero, dopo la tumulazione quando, prima che venisse messa la lapide a chiusura del loculo, Margherita ha inciso, con il suo dito, sul cemento fresco il suo addio: «Sei il migliore Raucci Giuseppe».

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Al funerale, affidato alle onoranze funebri Ciarnese, hanno partecipato tutti gli amici di Giuseppe che hanno voluto portare la bara in spalla, non soltanto dentro la chiesa, ma anche dall' ingresso del cimitero di Chiesanuova fino alla tomba. Un lungo corteo che si è snodato per centinaia di metri.

Occhi rossi, abbracci, baci e soprattutto tanto affetto nei confronti dell' anziana madre, distrutta dal dolore. Al momento in cui la bara è stata posta nel loculo non è riuscita più a trattenersi: ha pianto e urlato tutto il suo strazio per la morte di un figlio che è stato ucciso. «Un uomo con il sorriso sempre sulle labbra - lo ricordano gli amici - disponibile verso tutti e che invece è stato fatto passare per quello che non era: un criminale. Per noi era un angelo sempre pronto ad aiutarci, a condividere quello che aveva».

C'è anche chi attacca la stampa, rea di aver infangato il nome di Raucci. «Se ha sbagliato - racconta un' amica - ha pagato per il suo errore. Ma sui giornali è stato tratteggiato un ritratto che non corrisponde a verità: avete rovinato una famiglia, soprattutto non avete portato rispetto ad una donna anziana».

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