Finanza
L’opera d’arte che divide la città
Jacopo Buono prosegue, impermeabile alle critiche anche più dure, nella costruzione della sua installazione
PRATO. Sui social network gli hanno dedicato persino un video-parodia ispirato a Star Wars e un fotomontaggio della sua opera avvolta nelle fiamme. Arte al rogo? «Potrebbe essere un’idea: ben vengano gli interventi esterni». Jacopo Buono, in arte Mo², la butta sul ridere ma non troppo: in dieci giorni ne ha viste e sentite di tutti i colori. «La battuta più bellina – racconta - è quella del commerciante di fronte (Mercatino della Calzatura, ndr) secondo cui la mia opera distoglierebbe l’attenzione dal suo negozio di scarpe». Del 26enne Mo² sappiamo poco. Si sa che ha un blog (moallaseconda.tumblr.com) e che pochi mesi fa ha esposto un’opera concettualmente simile nei locali di Officina Giovani nell’ambito di un progetto promosso dal Centro Pecci. Non fece minimamente scalpore. Ma in centro l’impatto è diverso.
Il video, qui sotto, è stato realizzato da Matteo Tempestini: "Non c'è però spirito polemico. Fare il video è stato un gioco.Ritengo che la trovata dell'artista sia geniale perchè usa la sua Street Art per valorizzare una piazza minore di Prato. Mi sentirei di ripeterla e proporla in altri luoghi di Prato".
L'impero in Piazza del Pesce a Prato from iltempe on Vimeo.
Mo² sta sotto i riflettori tutti i giorni, intento ad assemblare pezzi di scarto sotto gli occhi della gente. Ora la sua street art spacca la città e lui lo sa. La sua street art è costata al Comune 4500 euro nell’ambito delle Natalogie 2015 ma con il Natale non ha niente a che vedere. «4500 euro? Comprendono i costi per il totem, la vernice che utilizzerò per dipingere, i materiali vari e la realizzazione del video», spiega Jacopo Buono. Venerdì mattina, la piazza del Pesce brulica di gente: Natale s’avvicina. Una ragazza cinese si ferma qui per immortalare questo bizzarro ammasso di legni. In qualche modo, partecipa anche lei all’installazione. “Ex Trenne/News tree” è un’opera d’arte “work in progress” pensata per rilanciare la piazza del Pesce, almeno nelle intenzioni dell’associazione “PostArt” che l’ha proposta all’assessorato guidato da Daniela Toccafondi. «I pratesi non sono abituati all’arte contemporanea, evidentemente la presenza del Pecci in questa città ha insegnato poco – osserva l’artista - Del resto, come non ricordare le recenti polemiche per l’arte di Clet? S’è detto di tutto della mia installazione, paragonata persino a una discarica. Meno male che ogni tanto qualcuno s’avvicina e fa domande: il mio lavoro non piace ma la curiosità c’è. Ora però, senza intendersi di calcio non mi permetterei di criticare una squadra…».
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Qualcuno però non ha digerito quell’ammasso ligneo elevato alla dignità di opera d’arte e ha pensato bene di lasciarci dei sacchi di immondizia. Ennesima provocazione che non è dispiaciuta a Mo² che ha per modello due mostri sacri della street art: l’olandese Erosie e lo svedese Ekta. La sua opera è tutta in divenire, sia in altezza che in larghezza, tra nuovi pancali e scarti di legno recuperati da magazzini, fino ad assumere una forma definitiva l’8 gennaio, con tanto di video e performance finale. A quel punto l’installazione si autodistruggerà e tutto il materiale sarà conferito ad Asm per la differenziata. E piazza del Pesce tornerà al suo volto originario, magari a quel parcheggio permanente di auto tanto deprecato dai residenti. «La location è perfetta per un’operazione di street art come questa – ammette Jacopo Buono - Bisogna dare continuità a questi interventi per fare in modo che l’occhio della gente s’abitui». Di sicuro non s’abituerà mai quello di Luciano Gori, l’agguerrito titolare del “Mercatino della Calzatura” e presidente del consorzio “Prato c’è”. «E’ stato disatteso l’impegno dell’amministrazione: ci avevano parlato di un progetto di creatività per valorizzare questa strada. E invece questa installazione non solo non è attinente alle festività ma degrada ancora di più via del Pesce. Era meglio piazzare un albero di Natale a questo punto». Su “Ex Trenne/News tree” non piovono solo critiche. Mo² s’è ritrovato con due pancali provenienti dalla macelleria “Carlesi” a due passi. «Di arte non capiamo molto ma non si può sempre criticare», dicono i macellai Alessandro e Filippo che gli hanno portato gli scarti.
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