Il Tirreno

Prato

la crisi dell’edilizia

Brunetti e Antonelli verso il concordato 22 perdono il posto

PRATO. Si profila un brutto Natale per 22 dei 31 dipendenti della "Brunetti e Antonelli spa". L'azienda ha cessato l'attività e nei prossimi giorni, ha annunciato ai sindacati, presenterà un...

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PRATO. Si profila un brutto Natale per 22 dei 31 dipendenti della "Brunetti e Antonelli spa". L'azienda ha cessato l'attività e nei prossimi giorni, ha annunciato ai sindacati, presenterà un concordato preventivo. Nel frattempo è già stata costituita una newco, la "Brunetti costruzioni srl" che gestirà i cantieri aperti, quello della Cap e quello della Confini. Nove dipendenti sono stati trasferiti nella nuova società. Si tratta dei due responsabili di cantiere, di due autisti, di quattro impiegati tecnici e dell'addetto alla contabilità. Una scelta che delinea già il futuro della nuova società, una struttura flessibile che si occuperà del coordinamento acquisendo manovalanza da altre aziende o da muratori artigiani. A dare la notizia i rappresentanti dei sindacali edili di Cgil Cisl e Uil, Emilio Testa, Enrico Menici e Antonio Ciampi. «La Brunetti e Antonelli spa - spiega Emilio Testa - ha mandato una procedura di mobilità per i 22 dipendenti il 28 novembre. Abbiamo fatto un accordo di cassa integrazione e apertura di mobilità sull'uscita volontaria. C'è però la rabbia di arrivare all'ultimo secondo non potendo fare niente: come tutte le grandi aziende risolvono i loro problemi poi pensano ai lavoratori. Invece chiamandoci prima avremmo potuto fornire qualche soluzione per quei lavoratori che magari lavorano per l'azienda da oltre venti anni».

La Brunetti e Antonelli aveva già licenziato quattro dipendenti lo scorso maggio. «Loro già a primavera - sottolinea Testa - sapevano della situazione che stavano attraversando: era in quel momento che ci si doveva mettere intorno a un tavolo. Lì si poteva eventualmente salvaguardare al meglio tutti».

La Brunetti e Antonelli ha deciso per la chiusura della Spa per la mancata riscossione di importanti lavori fatti e quindi per le grosse difficoltà di liquidità. A questo si aggiunge il fatturato in forte calo e gli ultimi anni di gravissima difficoltà. «Per fortuna - conclude Testa - sono riusciti a pagare il mese di novembre. Ma la cassa straordinaria probabilmente non sarà in pagamento prima di aprile-maggio. Fino ad allora non riscuoteranno una euro. La situazione è preoccupante e nell'assemblea è venuto fuori in modo molto chiaro».

Ilenia Reali

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