Italia
Un presidio dei lavoratori del settore dei trasporti
L'obiettivo è sensibilizzare la Regione Toscana a istituire un tavolo per il rispetto del contratto nazionale e soprattutto della legge che regola il sistema degli appalti
PRATO. Un presidio della Federazione italiana lavoratori trasporti davanti all' interporto per sensibilizzare la Regione Toscana a istituire un tavolo per il rispetto del contratto nazionale e soprattutto della legge che regola il sistema degli appalti. «I committenti – ha spiegato il segretario Leandro Innocenti – strozzano i trasportatori, non riconoscono i benefit che sono previsti dal contratto, come ad esempio l'indennizzo di trasferta e i buoni pranzo, ma soprattutto gli straordinari. A fronte di 12 ore di lavoro ne vengono pagate otto al netto orario di 5,60 euro». A preoccupare Innocenti anche il sistema degli appalti e dei subappalti. «Spesso, anche a Prato, nascono cooperative fantasma, magari intestate a settantenni, la cui sede si trova dove in realtà c'è una cabina dell' Enel – spiega Innocenti – queste situazioni sono insostenibili ». Gli addetti del settore a Prato sono circa 2000 di cui 1200 lavorano per gli spedizionieri dell' interporto. Contemporaneamente al presidio pratese, ne sono stati organizzati altri nelle città toscane. «Con questa manifestazione collettiva – spiega Innocenti – vogliamo chiedere alla Regione, agli Enti, alle prefetture che facciano pressione per affermare la legalità attraverso una legge regionale sugli appalti che discipline anche il settore privato, nell' interesse dei diritti dei lavoratori, delle imprese sane, della concorrenza leale».
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