Il Tirreno

Prato

Sgominato narcotraffico

di Francesco Albonetti
Sgominato narcotraffico

Ventitrè arresti, sequestrati due chili di cocaina, decine di perquisizioni

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PRATO. La droga arrivava da Milano, veniva stoccata in grandi quantitativi a Pescia, in provincia di Pistoia e poi smistata a Prato e in parte a Firenze. Un traffico fiorente, che aveva come punti terminali della filiera decine di piccoli spacciatori, tutti marocchini – di qui il nome dell’operazione “Casablanca” - e centinaia di consumatori di varia età, in prevalenza italiani. Dopo due anni di indagini, attraverso pedinamenti e intercettazioni, coordinate dal sostituto procuratore Antonio Sangermano e condotte dai carabinieri, il narco-giro è stato stroncato mercoledì con una maxi-operazione nel centro di Prato, che ha visto impegnati oltre 200 carabinieri della Compagnia di Prato, delle unità cinofile di Firenze e Pisa e del Battaglione Toscana, coadiuvati dalla Polizia municipale nelle perquisizioni ad alcuni bar e negozi frequentati dagli spacciatori.

Insieme alla Procura di Prato, hanno collaborato quelle di Milano, Lodi e Pistoia. Le indagini, oltre che a Prato, sono state svolte anche a Milano, La Spezia, Foggia e Trapani. L’operazione ha portato in tutto a 23 arrestati, di cui 16 fermati a Prato nella sola giornata di mercoledì. Nove i marocchini già finiti in carcere, 3 presi a Prato, 5 a Firenze e uno a Lodi. I carichi di droga arrivavano da Milano a Pescia e da Pescia a Prato e a Firenze. Sono stati sequestrati due chili di cocaina, per un valore di circa 300.000 euro, 40.000 euro in contanti proventi dell’attività di spaccio e cinquanta telefoni cellulari. La droga, cocaina e marijuana, era destinata prevalentemente ad italiani, molti dei quali minorenni.

Sono stati perquisiti un centinaio di consumatori solo a Prato. «Il canale di approvvigionamento partiva da Milano – spiega il colonnello Gabriele Stefanelli, comandante provinciale dei carabinieri – la droga veniva trasportata con due auto con doppio fondo e finiva a Pescia, da dove veniva smistata sulle piazze di Prato e Firenze. Sulla piazza di Prato erano i nord-africani, tutti giovani fra i 20 e i 30 anni alcuni dei quali irregolari sul territorio, a spacciarla. Una difficoltà nelle indagini è stata quella di riuscire a cogliere in flagrante gli spacciatori nel momento della vendita ai consumatori, perché adottano sistemi per non farsi scoprire».

I controlli di mercoledì sono avvenuti in alcune delle zone notoriamente calde per lo spaccio e da anni al centro di proteste da parte dei residenti e dei commercianti, con strascichi di polemiche politiche: piazza Lippi, via Pier Cironi e poi piazza Mercatale, piazza San Marco e viale Veneto. I contatti con gli spacciatori spesso avvenivano nei pressi di negozi – in particolare bar e sale gioco – ad insaputa dei titolari. Ed è per questo che il blitz di mercoledì ha partecipato anche la Polizia municipale, che ha avuto una parte importante nei controlli degli esercizi commerciali. Almeno per il momento, però, non è stata accertata complicità diretta da parte dei titolari di questi esercizi e nessuno di loro è indagato. Il procuratore capo Giuseppe Nicolosi si è soffermato sull’importanza dell’operazione anche sul fronte del decoro urbano, affiancando questo blitz a quello contro la prostituzione cinese avvenuto poche settimane fa. «Questo lavoro ci induce a riflettere sulla criminalità diffusa che abbiamo in città, fatta di tanti piccoli attori e piccoli episodi che insieme creano una situazione di allarme sociale».

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