Proteste
Botte da orbi tra Rete Imprese e Comune
La sigla che riunisce artigiani e imprese boccia il bilancio 2016 senza appello, l’amministrazione risponde per le rime
PRATO. Rete Imprese Italia Prato, l'associazione che riunisce Cna, Confartigianato, Confesercenti, Confcommercio Imprese per l'Italia Pistoia e Prato e Casartigiani, boccia il bilancio senz’ appello, il Comune (articolo in basso) respinge in maniera vibrata, le accuse al mittente.
La materia del contendere è il bilancio di previsione 2016 del Comune che secondo Rete Imprese : «E’ l'occasione per tutte le parti in causa di creare i presupposti del nuovo sviluppo economico e dell'occupazione della nostra città». Presupposto che invece secondo artigiani e imprenditori, manca. «L’amministrazione - scrive Rete Imprese - dovrebbe sostenere l'economia certamente con l'alleggerimento degli attuali vincoli burocratici che gravano sulle imprese ma anche e soprattutto con la diminuzione del carico fiscale, nonché con l'individuazione e la creazione di nuove opportunità di mercato anche attraverso la diversificazione, comprendendo in essa la riqualificazione urbana di una città che ora più di prima ha bisogno di interventi strutturali di rilancio».
«AI contrario - affermano - siamo in presenza di un bilancio preventivo nel quale vengono fatte scelte che avranno scarsissime ricadute sullo sviluppo economico e sull'occupazione e soprattutto, aspetto ancora più preoccupante, non indicano una prospettiva, un'idea, un progetto più complessivo di rilancio della città».
Secondo Rete Imprese sono quattro gli assi portanti dell'economia «sui quali devono puntare i documenti di programmazione dell'ente pubblico sono: industria e manifatturiero; servizi alle imprese; sviluppo delle funzioni di centro direzionale europeo dell'industria tessile a Prato; commercio, turismo e terziario di qualità».
E su questi quattro assi, sostiene Rete Imprese, «dovrebbe realizzarsi l'articolazione delle attività, dei progetti, delle infrastrutture e delle risorse istituzionali: parliamo di impegni, anche pluriennali - precisano - ma in grado di far ripartire lo sviluppo, di ridisegnare, per Prato, un ruolo di primo piano nell'economia del centro Italia e di contribuire al miglioramento della produzione di ricchezza e benessere per i cittadini».
«Non troviamo nelle linee di bilancio preventivo nessun intervento che abbia il senso di un progetto di rilancio della città - affermano le sigle di Rete Imprese - e la nostra preoccupazione viene drammaticamente confermata da alcuni numeri di bilancio». Eccoli: per Rete Imprese 157.000 euro «destinati al turismo rappresentano una cifra irrisoria se si pensa davvero di utilizzare il settore per il rilancio della città». Idem per lo sviluppo econonomico e la competitività: «1,4 milioni sono risorse assai residuali se si pensa a strumenti di incentivazione e rilancio del sistema economico locale. Inoltre - aggiungono - 300.000 euro di risorse per l'emergenza abitativa sono insignificanti».
Bocciati anche gli investimenti: «A fronte di tutto questo si investono circa 16 milioni di euro per un nuovo parco a verde pubblico nell'area del vecchio ospedale, di sicuro a nostro avviso non una delle priorità centrali di cui ha bisogno la città; non ci sono diminuzioni dell'imposizione fiscale per le imprese: da tempo chiediamo una revisione del sistema di tassazione della Tari, nonché l'attivazione di un tavolo tecnico permanente che definisca linee di indirizzo e regolamenti comunali unici sul tema dello smaltimento dei rifiuti e il recupero dell'evasione fiscale e si prevedono, 14 milioni di entrate provenienti dalle multe che sosterranno per oltre il 7% il bilancio del Comune (una media di 73 € ad abitante)».
Rete Imprese critica anche il metodo: bene l’approvazione rapida della manovra, e l’invio di schede tecniche riassuntive da parte dell’assessore competente (Monia Faltoni) male, invece «la mancanza di confronto preventivo nel merito, ribadita più volte e con tempi certi, con tutte le parti sociali che rappresentano tanta parte dell'economia pratese. Tanto più - concludono - quando si costruisce attraverso il bilancio preventivo del Comune l'ossatura economica dello sviluppo della città».
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