Il Tirreno

Prato

Una ex fabbrica in cambio di un capannone

Cristina Orsini
Il rendering dei nuovi capannoni dell'Albini Pitigliani spa in via Paronese, con i piazzali, il verde e la pista ciclabile lungo l'autostrada
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Il rendering dei nuovi capannoni dell'Albini Pitigliani spa in via Paronese, con i piazzali, il verde e la pista ciclabile lungo l'autostrada

Prato,Albini e Pitigliani raddoppiano in via Paronese e cedono al Comune l’ex aziende Pieri a Chinatown. Barberis: "Esempio virtuoso di perequazione: nell'area del Macrolotto zero biblioteca, piazza e spazi coworking"

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PRATO. Come un domino: c’è l’imprenditore che acquista dei capannoni da un altro imprenditore e li cede, gratuitamente, al Comune. C’è il Comune che in cambio, all’imprenditore che ha fatto l’investimento, garantisce diritti edificatori in un’ area decentrata per far sì che amplii l’attività. «Ed è un circolo virtuoso che in termini urbanistici si chiama perequazione».

E’ stato l’assessore all’urbanistica Valerio Barberis a presentare, alla commissione quarta, giovedì 16 dicembre, un piano attuativo particolare appunto perché utilizza uno strumento complesso ma innovativo. Ed è un progetto al quale il Comune tiene particolarmente perché va a incidere, per la prima volta, in quel tessuto urbanistico pasticciato che è il Macrolotto zero, la Chinatown.

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Dal principio: Albini e Pitiglini spa, la società di spedizioni più strutturata di Prato, ha presentato al Comune un progetto di ampliamento dell’attività in via Paronese, di fianco al lotto dove ha sede la caserma dei vigili del fuoco, e dove la spa ha già una parte dell’azienda oltrechè essere proprietaria dei terreni circostanti.Per ottenere il via libera alla variante che dovrà modificare la destinazione dei terreni da servizi a produttivo, la società ha fatto un’offerta di quelle che non si possono rifiutare: ha proposto di cedere gratuitamente al Comune un’area al Macrolotto zero decisamente appetibile per un ente pubblico che si appresta ad ultimare la riqualificazione dell’intera Chinatown con un progetto che gareggerà per acquisire una bella fetta di fondi europei (Pius).

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L’area è quella dell’ex fabbrica Pieri, tra via Filzi e via Pistoiese, dietro piazzetta dell’Immaginario, alla quale si accede attraverso la galleria dei tazebao, oggi risanata. Insomma il cuore della Chinatown. E per cedere l’ex fabbrica, gli Albini e Pitigliani l’hanno acquistata dal proprietario, Nicola Pieri. Ecco fatto il domino. Un progetto che ha convinto la commissione (opposizioni comprese) che ha votato all’unanimità il via libero all’intervento con l’unica astensione di Gabriele Capasso del Movimento 5 Stelle.

«Abbiamo inserito l’area del Macrolotto zero - ha spiegato Barberis - nel Pius. Ed è l’esempio di come ci muoveremo per acquisire ulteriori spazi da destinare a funzioni pubbliche». Al posto dell’ex fabbrica Pieri nasceranno una biblioteca, spazi per il coworking e una piazza: una parte dei vecchi capannoni verrà demolita, un’altra verrà recuperata.

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In via Paronese invece, di fianco ai capannoni già esistenti, nascerà un altro stabilimento di 6.000 metri quadrati, alto 10 con due piazzali di 25 metri ciascuno per la movimentazione dei camion. Verrano realizzati parcheggi per i dipendenti e una piccola area verde. Non solo però, perché al Comune verranno ceduti altri 12.000 metri quadrati per realizzare una pista ciclabile lunga oltre 800 metri, ampia dodici, che dall’intersezione di via Roma, passando sotto l’A11, costeggerà l’autostrada fino ad arrivare in via Paronese.

Unica questione da risolvere: l’ampliamento previsto della Firenze Mare «di conseguenza - ha precisato il presidente della commissione Massimo Carlesi - chiederemo che al Comune venga ceduta una striscia di terreno ampia ventidue metri. Questo progetto - ha concluso - non solo è innovativo negli strumenti che usa, ma ampliando l’attività di un’azienda già solida, garantisce un forte sviluppo anche dal punto di vista economico e del lavoro».

Il progetto Albini Pitigliani

 

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