Il Tirreno

Prato

Nell’ex concessionaria Bartolozzi 24 appartamenti e negozi

Cristina Orsini
A sinistra la sitazione attuale, a destra il palazzo nuovo con davanti la piazzetta
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A sinistra la sitazione attuale, a destra il palazzo nuovo con davanti la piazzetta

Prato, arriva in commissione urbanistica il piano di recupero per trasformare l’ex sede di viale Montegrappa. Ma ci sono molti dubbi, il 23 dicembre il sopralluogo 

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PRATO. Fino a una manciata di anni fa era la strada deputata alle residenze della buona borghesia. Oggi viale Montegrappa ha i marciapiedi messi male, è poco illuminata, con poca manutenzione e tante proteste. Addirittura il quadrilatero delimitato dal viale, da via Giuliano da San Gallo e via Fra’ Bartolomeo è soprannominato “la Corea” perché nei numerosi capannoni ex industriali abbandonati e nelle casette fatiscenti, è nata una piccola Chinatown.

Probabilmente per questo il Comune non vede poi male il piano di recupero presentato da Osvaldo Bartolozzi, titolare di una concessionaria d’auto a Mezzana, che ha chiesto di trasformare l’immobile industriale in viale Montegrappa, vuoto ormai da molto tempo, che ospitava la sede dell’azienda e che si trova proprio di fronte alla parrocchia di San Giuseppe.

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Il piano di recupero è arrivato in commissione urbanistica che prima di decidere a favore, contro o per delle modifiche, effettuerà un sopralluogo la mattina del 23 dicembre. Il progetto prevede l’abbattimento del capannone di 2.000 metri quadrati con la nuova edificazione di un palazzo di sette piani, sei di residenze per un totale di 24 appartamenti e uno, il piano terra, a destinazione commerciale con quattro negozi.L’unico piano interrato sarà invece destinato ai parcheggi per i residenti (24) e per i negozi (dieci) con accesso da via Fra’ Bartolomeo. Non solo, il nuovo palazzo verrebbe costruito arretrato rispetto alla linea degli edifici attuali, consentendo così la realizzazione di una piazzetta e di una stecca di parcheggi (13) pubblici.

«Il punto di forza di questa proposta - ha sottolineato Francesco Caporaso, dirigente dell’Urbanistica - riguarda il fatto di poter risanare una porzione di quartiere oggi piuttosto degradata, creando anche nuovi spazi pubblici che oggi mancano». Il progetto Bartolozzi ha creato diverse perplessità tra i membri della commissione.

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Secondo Emanuele Berselli (gruppo misto): «Non si sente la necessità di nuove case e di negozi» mentre per Roberto Cenni (lista civica): «si continua a pianificare prendendo in considerazione le singole proprietà senza una visione complessiva delle aree». Una delle questioni riguarda il fatto che il piano di recupero non prevede (per carenza di spazi) aree a standard (servizi) che la proprietà propone di monetizzare per il 50% (circa 87.000 euro) con la cessione di un piccolo appezzamento di terreno edificabile in via del Porcile.

E se Serena Tropepe (Pd) ha proposto la monetizzazione al 100 per cento degli standard, è stato il presidente della commissione Massimo Carlesi a parlare di risanamento del viale con gli extraoneri (nuove luci, manutenzione dei marciapiedi) e a proporre una modifica del progetto che preveda maggiori volumi in altezza su un edificio meno ampio «per creare spazi che lascino la possibilità di connettere il piano Bartolozzi con altri interventi di risanamento».

 

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