Il Tirreno

Prato

In cinquecento per cinque posti

In cinquecento per cinque posti

Pioggia di domande ai nuovi gestori del Caffè delle Logge ma l’apertura del locale slitta alla prossima primavera

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PRATO. E dire che per l’apertura sotto le feste natalizie ci avevano fatto più che un pensierino. E invece le insegne sono spente, le vetrine restano al buio: per l’inaugurazione tocca rinviare almeno a Pasqua perché la burocrazia a suon di carte bollate ci ha messo lo zampino. Intanto, sulla scrivania di Francesco Fratini, uno dei soci de “I Frari” che a fine giugno si era aggiudicata la gestione dell’Antico Caffè delle Logge partecipando a un bando del Comune, piovono valanghe di curricula. «Ne ho ricevuto qualcosa come 500 – racconta Francesco - Per ora abbiamo individuato la figura dello chef e altre quattro profili nel settore del bar e ristorazione, siamo alla ricerca di altre cinque persone». Non c’è fretta: i lavori per adeguare i locali dello storico caffè caro a Malaparte – sugli spazi che fanno parte del patrimonio comunale grava il vincolo delle Belle Arti – non sono ancora partiti. Quel che è certo è il semaforo verde alle modifiche richieste dal Comune per l’apertura della duplice porta, sia sul versante di via Ricasoli che verso il cortile di Palazzo Pretorio. «Non ci aspettavamo una tempistica così lunga - ammette Francesco de "I Frari" ma purtroppo la Sovrintendenza può prendersi fino a 90 giorni di tempo per rispondere. D’altro canto, sapevamo che le modifiche inserite nel progetto preliminare avrebbero richiesto un’approfondita valutazione come lo spostamento del bancone e dei bagni. Per via del vincolo delle belle arti, ad esempio, non si può intervenire sul pavimento e sull’intonaco. Non ci facciamo tuttavia scoraggiare dalle lungaggini: l’obiettivo è aprire a primavera». Di fatto lo slittamento della data di riapertura del “Caffè delle Logge” segna un altro - amaro - capitolo nella telenovela di passione che ha scandito la vita del locale fin da quando, undici anni fa, il Comune decise di ristrutturarlo per riportarlo all’antico splendore. Il sogno dei soci de “I Frari” (i fratelli Gianluca e Tommaso Riccio e Francesco Fratini) sarebbe quello di far rifiorire un vero e proprio salotto culturale all’ombra dell’arte del Pretorio: dalla scuola di pittura alle esibizioni degli allievi della scuola “Verdi”, dalle performance di live painting al cartellone di concerti. «Tutti i pareri preliminari di Sovrintendenza e Asl sono stati acquisiti – fa sapere il dirigente comunale del patrimonio Massimo Nutini - Siamo in attesa che il concessionario predisponga il progetto esecutivo che il Comune sottoporrà a Sovrintendenza e Asl per le autorizzazioni definitive». C'è da dire che in questi anni il “Caffè delle Logge” non ha mai trovato pace, alternando diverse gestioni (per l’esattezza tre) dal 2010 a oggi, senza riuscire a ingranare la marcia a causa anche dei debiti che via via s’accollavano i gestori nella fase del subentro. Non è un caso che sia servito un accordo tra il Comune e l‘ultimo concessionario (i fratelli Paoli della “Sottotono”) per azzerare tutte le pendenze in essere legate al contratto d’affitto e di fatto ripartire da capo con un bando ex novo, quello che appunto “I Frari” si sono aggiudicati a fine giugno.

Maria Lardara

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