Il Tirreno

Prato

Risarcita per il furto della dentiera

di Maria Lardara
L'ex ospedale Misericordia e Dolce
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L'ex ospedale Misericordia e Dolce

All’anziana, ricoverata nel 2012 all'ospedale Misericordia e Dolce di Prato, avevano rubato anche ciabatte e pigiama

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PRATO. Pigiama e ciabatte erano in valigia prima di andare all’ospedale: effetti personali che non dovrebbero mai mancare durante un ricovero.

L’anziana paziente, in questo caso, aveva in bocca anche una dentiera. Poi, la degenza tra i reparti del “Misericordia e Dolce” fino alla spiacevole sorpresa.

Di punto in bianco, il primo agosto del 2012, la signora ricoverata al vecchio nosocomio pratese, si ritrovò privata di tutte e tre gli oggetti personali. Addio al pigiama, alle ciabatte e… alla dentiera. Furto ad opera di estranei o smarrimento del personale che lavora in corsia? La signora non ci sta e non dimentica la disavventura. In effetti, già non si entra in ospedale a cuor leggero, e poi bisogna anche rimetterci denaro (le dentiere, si sa, hanno un discreto costo) e subire la privazione di effetti personali, il peso aumenta. Una volta fuori, la donna s’appella alla giustizia rivolgendosi al giudice di pace al quale chiede di condannare l’Asl 4 al risarcimento di 3.900 euro. E giustizia la ottiene dopo tre anni, a quanto si legge fra le righe di una delibera dell’Asl 4 datata 30 novembre. Nel frattempo, la causa viene assegnata per la trattazione al giudice di pace Adriano Donatini. Nel corso del procedimento, spunta la possibilità di una risoluzione transattiva della controversia che l’azienda sanitaria decide di accogliere recependo le indicazioni del suo legale, l’avvocato Paolo Federigi.

Transazione che viene ritenuta opportuna secondo l’ufficio contenzioso e sinistri dell’Asl, come si legge nell'atto, «in considerazione delle difficoltà di onere probatorio ricadenti sull’azienda sanitaria (responsabilità contrattuale) e degli obblighi di protezione alberghiera per giurisprudenza ricompresi nel contratto di spedalità». Con questi presupposti, il 20 ottobre l’Asl mette sul piatto la sua offerta per conciliare la controversia: 2.200 euro. La controparte infine l’accoglie rinunciando a ogni ulteriore pretesa risarcitoria con compensazione delle spese di lite. Non spariscono solo dentiere, pigiami e ciabatte. Ultimamente nel reparto di chirurgia generale e oncologica, al secondo piano dell’ospedale “Santo Stefano”, aleggia il mistero dei telecomandi scomparsi. In alcune stanze del reparto sono spariti nell’ultimo periodo i telecomandi dei televisori che portano un po' di allegria e scandiscono le giornate dei malati ricoverati, tanto da costringere il personale infermieristico a registrare il nominativo di uno dei pazienti in stanza che prende in consegna il dispositivo.

 

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