Il Tirreno

Prato

La solidarietà verso Gessica e Fortunato non si ferma

di Alessandra Agrati
La solidarietà verso Gessica e Fortunato non si ferma

Tante offerte di aiuto per la coppia di Montemurlo. Una vicina si è presentato con cibo e abiti

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MONTEMURLO. Continua la gara di solidarietà verso Gessica e Fortunato, la coppia che da gennaio non saprà più come fare a dare da mangiare ai figli. Venerdì sera Giovanna, una vicina pensionata, ha suonato alla famiglia per portare un cappotto da donna, un giaccone da uomo e numerose vaschette di cibo da congelare, preparato in modo particolare per i ragazzi.

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«Abitiamo poco distanti – racconta Gessica – ci conosciamo da anni. Ieri sera ho sentito suonare il campanello e quando ho aperto ho visto Giovanna, siamo state a parlare nella mia cucina per oltre un'ora. Alla fine ha voluto anche pagarci una bolletta. In realtà, visto che io insistevo perché non lo facesse, mi ha raccontato che i soldi non erano suoi, ma di una sua amica che leggendo l'articolo del Tirreno si è commossa. Io sono certa, invece, che il denaro è il suo. Sono piacevolmente sorpresa, per come tante persone hanno dimostrato di volerci veramente bene, non solo a parole».

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La storia della coppia ha oltrepassato i confini provinciali: una signora ha chiamato da Pisa per avere l'elenco completo di quello che poteva servire ai figli di Fortunato. «Le ho chiesto – spiega Gessica – soprattutto vestiti e materiale scolastico. Voleva anche farmi la spesa, ma abbiamo già chi ci aiuta a riempire il frigorifero. Giovedì verrà a casa nostra insieme al marito per portarci quello che le abbiamo chiesto».

Tra l'associazione Etruria e la Caritas parrocchiale alla famiglia, infatti, viene garantita un po' di spesa. «Una signora ci ha suggerito di andare in parrocchia- racconta Fortunato – e così siamo andati per capire come potevano aiutarci». Tantissime le mail che sono arrivate al Tirreno. «Ho letto la vostra cronaca su questa famiglia di Montemurlo. Per il momento sul problema del lavoro non posso aiutarla ma senza voler offendere nessuno un mio modesto contributo vorrei darlo. Come debbo fare? Grazie» e ancora «Salve io vorrei fare una donazione a quella famiglia di Montemurlo .Vi lascio il mio recapito per essere contattata e informata al riguardo».

Tante testimonianze di solidarietà, ciascuna secondo le proprie possibilità. «Ringraziamo tutti quelli che ci stanno aiutando- racconta la coppia – questo Natale sicuramente sarà meno triste di quello che si era prospettato. Siamo ricorsi alla stampa, abbiamo messo la nostra faccia, perché siamo veramente disperati e preoccupati per i nostri figli. Se fossimo stati soli saremmo già tornati a Torino, ma con loro, senza una casa non è possibile». Qualche spiraglio si apre anche sul fronte lavoro: la prossima settimana i coniugi andranno in comune per iniziare l'iter di attivazione della borsa lavoro, intanto hanno anche risposto alla mail di un lavoratore che suggeriva di rivolgersi all' ufficio personale della sua azienda per un colloquio di lavoro.

«Oggi è sabato e non ho avuto, ovviamente risposta – spiega Gessica- ma sono fiduciosa che arriverà presto».

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