Il Tirreno

Prato

Due conti in banca “a loro insaputa”

di Pasquale Petrella

Chiedono l’Isee per avere un contributo dal Comune e l’Inps, a sorpresa, attesta che la donna ha un libretto

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PRATO. Proprietaria di due libretti di risparmio a sua insaputa. La signora Monica Silvestri, 54 anni, voleva solo un piccolo contributo da parte del comune di Prato per acquistare una lavatrice, «perché proprio non ce la faccio più ad arrivare fino in via Soffici dove c'è la lavanderia a gettoni». L'assistente sociale le ha chiesto di presentare l'Isee anche se lei ed il marito, Piero Sabatini di 79 anni, da tempo sono seguiti ed assistiti dal Comune, vivendo tuttora in via Traversa del Crocifisso in un appartamento delle case popolari dopo aver subito uno sfratto per morosità.

E così, con sommo stupore, si è trovata titolare di un libretto di risparmio al Monte dei Paschi di Siena aperto il 9 luglio 1987 e chiuso il 24 novembre del 2014 ed un secondo aperto il 22 novembre dell'anno scorso e tuttora in essere. L'Inps, ovviamente ha rilasciato ai coniugi Sabatini, l'attestazione Isee ma ha anche aggiunto a fine foglio che la stessa presenta delle «omissioni ovvero difformità» rispetto a quanto dichiarato e che se vogliono possono presentare una nuova domanda Dsu, oppure presentare quell'attestazione ma «l'ente erogante potrà richiedere idonea documentazione atta a dimostrare la completezza e veridicità dei dati nella dichiarazione». Insomma prima di dare il contributo il comune di Prato sicuramente dovrebbe chiedere quanti soldi ci sono su quel libretto tuttora esistente e quanti ce n'erano su quello estinto visto che anche nelle precedenti attestazioni Isee non era mai stato dichiarato.

«Noi non abbiamo mai avuto un conto corrente al Monte dei Paschi di Siena - dice Piero Sabatini - Dopo aver ritirato l'attestazione Isee dalla Cisl e aver scoperto questa cosa sono subito andato a chiedere spiegazioni nella loro filiale di via Roma. E gli impiegati mi hanno confermato l'esistenza dei libretti ma anche che era una situazione molto strana e che mi avrebbero fatto sapere».

«Io ho già chiamato la Guardia di Finanza e ho preso un appuntamento per lunedì - dice la signora Silvestri - Non ho mai aperto quei libretti e non oso pensare a quale tipo di denaro ci è circolato sopra. Volevamo presentare domanda per una casa popolare e ora questa situazione potrebbe anche pregiudicarcela. Ma, soprattutto, vorrei sapere come è possibile che siano stati aperti dei libretti a nome mio se non mi hanno mai vista».

«Ho lavorato per quarant'anni come perito elettrotecnico e al momento di andare in pensione ho scoperto che non mi avevano mai versato i contributi - dice Piero Sabatini - Così ora sopravviviamo con una pensione sociale di 626 euro al mese e di questi 150 ne paghiamo per l'affitto». Nella giornata dei dubbi e delle arrabbiature in casa Sabatini arriva comunque anche una bella notizia: «Proprio stamani (ieri ndr) mio figlio che vive a Firenze ha avuto un contratto di lavoro a tempo indeterminato come cameriere - dice Sabatini - Finalmente possiamo stare un po' più tranquilli e avere anche qualche soldo in più perché finora ogni mese dovevamo anche mandargli qualcosa per vivere».

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