Il dolore
Villa trasformata in maxiserra per coltivare marijuana
Prato, blitz della Squadra mobile. Arrestate quattro persone, tre cinesi e un vietnamita, un complice in fuga. Ogni mese producevano quitali di droga: un giro internazionale
PRATO.In ogni stanza della villa di tre piani in via Alta al civico 14 alle Sacca a Santa Lucia - notoriamente zona chic - le piantine di marijuana ricevevano trattamenti diversi per poter crescere rigogliose e forti. La sezione antidroga della squadra Mobile di Prato ha scoperto la centrale di produzione della droga, quartier generale di una banda composta da quattro cinesi (tre arrestati, uno ancora in fuga) e un vietnamita, anche lui finito alla Dogaia.
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.12600808:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/operazione-antidroga-della-squadra-mobile-scoperta-in-una-villa-una-maxiserra-per-coltivare-marijuana/54906/56112]]
I quattro finiti in manette, tutti clandestini, mai segnalati precedentemente e dei quali non risultano tracce nei database delle forze dell’ordine a livello nazionale, avevano affittato la casa, di proprietà di una famiglia di Prato, qualche mese fa grazie a un prestanome, cinese, incensurato e regolare sul territorio nazionale. Ed è lì che avevano organizzato una base attrezzatissima per la coltivazione di marijuana dal seme fino alla piena maturazione.
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:foto-e-video:1.12600832:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/foto-e-video/2015/12/11/fotogalleria/maxisequestro-di-marijuana-in-una-villa-nella-zona-delle-sacca-1.12600832]]
Sono state 872 le piante sequestrate ancora in vaso, 20 i chili di marijuana già pronta per il confezionamento. Ma dall’attrezzatura trovata e sequestrata, dai quantativi di vasi scoperti, dagli imballaggi sotto vuoto, il dirigente della Mobile Francesco Nannucci è convinto la capacità produttiva della base di Le Sacca fosse di diversi quintali al mese e che ha droga non solo fosse destinata al mercato nazionale ma anche a quello internazionale: «Ci sono elementi - ha detto Nannucci - che ci portano a ritenere che la banda avesse agganci internazionali».
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.12601134:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.12601134:1652080125/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Per far crescere le piante di marijuana avevano installato all’interno di ogni stanza fortissime lampade da 100 kilowat, del costo di 120 euro ognuna e ne sono state trovate e sequestrate 107 con i relativi trasformatori. Da un’analisi delle bollette dell’elettricità è emerso che la banda aveva necessità di consumare tra 35 e i 36 chilowat al mese per far funzionare gli impianti mentre per un normale appartamento ne bastano tre. Inoltre avevano allestito un impianto di areazione colossale, con ventole ed enormi tubi che convogliavano l’odore fortissimo che si sentiva all’interno dei locali, verso le finestre della parte posteriore della villa che affacciano su un bosco.
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.12601136:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.12601136:1652080125/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
I poliziotti sono arrivati alla centrale di produzione di marijuana grazie a un segnalazione. I poliziotti, giovedì 10 dicembre, si sono appostati nei pressi della villa. Dopo poco ne è uscita un’auto con a bordo il vietnamita e due complici. Sono stati fermati e controllati dopo qualche chilometro e proprio perchè senza documenti ma in possesso del telecomando del cancello della casa, è scattata la perquisizione. Uno dei cinesi che si trovava in casa ha tentato una debole resistenza, sufficiente a fra scappare il quinto complice dalla finestra.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
