Sicurezza
Senza lavoro, appello di una coppia
Gessica: «Devo scegliere se vestire o dare da mangiare ai nostri figli. Così non ce la facciamo più»
PRATO. «Devo scegliere se vestire o dare da mangiare ai miei figli.Ho scelto di non farli morire di fame». Gessica ha 46 anni e insieme al marito Fortunato di 49, nel 2011 si è trasferita da Torino a Montemurlo in cerca di un lavoro, l'ha trovato ma a marzo è stata licenziata e a fine mese riscuoterà l'ultimo assegno di disoccupazione.
Il marito, in questi quattro anni, ha lavorato in modo saltuario e così i risparmi sono finiti. Per comprare i libri di scuola al figlio maggiore hanno venduto il poco oro che avevano. Ma ora anche quello è finito e le bollette si accumulano, il frigorifero è vuoto e la casa fredda. «Io sono originaria di Montemurlo – spiega Gessica - mio marito di Torino. Appena sposati abbiamo deciso di andare a vivere nella sua città, lì lui ha lavorato come grafico, poi come magazziniere. Nel 2011 ha perso il lavoro e non l'ha più ritrovato, così abbiamo deciso di venire a Montemurlo per vivere con mia madre». Hanno venduto la casa e si sono trasferiti, per un po' hanno vissuto con la pensione della madre e soprattutto utilizzando i soldi ricavati dalla vendita dell'appartamento di Torino. Una convivenza difficile in una casa troppo piccola, che però è andata avanti fino a marzo. «In quel mese – racconta Fortunato – è successo di tutto, i rapporti con mia suocera sono diventati difficili a causa della sua malattia. Ora non vive più con noi. Abbiamo la casa, che è in comproprietà con i miei cognati, ma dobbiamo pagare le utenze, la scuola dei ragazzi. Piano piano abbiamo venduto tutto quello che era di nostra proprietà. Ci siamo rivolti ai compro oro, abbiamo venduto su ebay quello che ritenevamo avesse un mercato. Il resto lo abbiamo portato ai mercatini per ricavarne qualcosa subito».
Gessica e Fortunato, un nome che ora sembra una beffa, si sono adattati a fare tutti i lavori che potevano, ma non è facile trovare un impiego, soprattutto se si ha più di 45 anni. «A mio marito la Caritas ha rinnovato per due volte una borsa lavoro da 400 euro, con quei pochi soldi e la pensione di mia madre siamo riusciti a sopravvivere- racconta Gessica – ma ora non è più possibile ottenere un rinnovo».
Nell' ultimo mese il padre di famiglia, che ha anche lavorato in un' agenzia di pulizie, ha fatto il guardiano in un cantiere a Sesto Fiorentino: il contratto era dal 4 novembre al 31 dicembre, ma i lavori sono stati sospesi la scorsa settimana e quindi ora non ha più un lavoro.
«Dovrei incassare lo stipendio- racconta – ma da gennaio non abbiamo più nessuna entrata fissa. Solo spese certe, non sappiamo più a chi rivolgerci». La famiglia è seguita dagli assistenti sociali. «Mi hanno promesso – spiega Gessica – che cercheranno di farmi ottenere una borsa lavoro a partire dal prossimo mese, ma non ho nessuna certezza. Oltre che come pizzaiola, ho esperienza anche alle macchine per maglieria. E comunque sono disposta a fare qualsiasi lavoro». Per cercare di arricchire il proprio curriculum, i coniugi hanno frequentato un corso per ottenere l'Hccp, Fortunato anche uno per guidatore di muletto. Chi volesse aiutare questa famiglia, offrendo un lavoro ai genitori, può contattare la redazione del Tirreno al numero 0574606015 oppure inviare una mail a prato@iltirreno.it
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