Proteste
Inchiesta Bpvi, sequestrate anche le mail
Vertice in procura tra inquirenti e investigatori di Prato dopo il blitz in via degli Alberti, nelle filiali e nella sede centrale di Vicenza. Il procuratore Giuseppe Nicolosi: "Da capire se le ipotizzate condotte estorsive abbiano avuto input dal'alto"
PRATO. Vertice in procura dopo l’acquisizione di atti nella sede Bpvi di via degli Alberti, nelle filiali distaccate e nella sede centrale di Vicenza. A fare il punto della situazione il procuratore capo Giuseppe Nicolosi che coordina l’indagine nella quale si ipotizza il reato di estorsione e il sostituto Laura Canovai che hanno incontrato, venerdì 11 dicembre, in procura il comandante provinciale della Guardia di finanza di Prato Amedeo Farruggio e il comandante del nucleo di polizia tributaria, Bruno Baldini che ha materialmente compiuto le acquisizioni.
Molto il materiale che ora inquirenti e investigatori dovranno analizzare: si va dalla documentazione che riguarda una quindicina di persone (ma secondo il procuratore capo ne starebbero emergendo molte di più) alle quali sarebbe stato prospettata la revoca del fido se non avessero comprato pacchetti sostanziosi di azioni Bpvi, al sequestro di documentazione telematica, in particolare mail. In questo caso si tratta di scambi epistolari tra i dirigenti bancari che oggi risultano iscritti nel registro degli indagati e i clienti, secondo l’ipotesi accusatoria tenuti “sotto schiaffo”.
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«Stiamo cercando di capire - ha detto il procuratore Nicolosi - se i dirigenti bancari di Prato abbiamo tenuto quel tipo di condotta in maniera del tutto autonoma o se invece abbiano avuto input da personaggi più in alto in grado». Se questa seconda ipotesi fosse verificata il numero degli indagati sarebbe destinato ad aumentare. Resta il fatto che gli investigatori «hanno trovato, anche a Vicenza - ha aggiunto Nicolosi - piena disponibilità. Questo perché il managment dell’istituto di credito è cambiato nell’ultimo periodo».
Indagine comunque difficile, quella aperta della Procura di Prato, con pochissime denunce e ottenute grazie a un lavoro certosino di approfondimento: molte le resistenze, infatti, da parte dei clienti Bpvi intestatari di fidi, alcuni per centinaia di migliaia di euro.(c.o.)
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