Sicurezza
Aggredito mentre è in fila per un panino
Prato, l'imprenditore ha richiamato l'uomo perché non rispettava la coda. "Mi ha tirato un colpo in pieno volto. Un colpo violentissimo. Mi ha rotto il naso". Testimoni riferiscono si trattasse di un colpo di kung fu
PRATO. Era appena andato al circolo Zenith Audax di via Zarini a vedere la Fiorentina. Erano da poco passate le 23 di giovedì 12 e rientrando a casa si è fermato, come fa sempre dopo la partita, a prendere un panino dal paninaro che si trova all’altezza di Parco Prato. Paolo Colzi, titolare dell’omonima azienda agricola, è sceso dall’auto e si è messo in attesa del proprio turno. Non avrebbe mai immaginato che da lì a poco sarebbe stato aggredito così violentemente, con un colpo di Kung Fu, tanto da essere costretto a ricorrere alle cure del Cto di Careggi. “C’erano tre donne sedute su una panchina – riferisce l’uomo – che avevano già ordinato e aspettavano i loro panini. Davanti a me una coppia di anziani, anche loro in attesa. Da lì a poco è arrivato un uomo, ben vestito di origine cinese. Quando il paninaro ha alzato gli occhi lui ha ordinato. E’ tutto cominciato così”.
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Uno scambio di frasi. Raccontate così da Paolo Colzi. “Scusi, c’ero io”, ho detto all’uomo. Lui mi ha risposto: “Mi scusi, pensavo avesse già ordinato”. A me non tornava e tra i denti ho ribattuto: “Fate i furbi e poi chiedete scusa”.
Colzi si pente di quella frase oggi. “E’ partito tutto da lì. Lui si è girato e guardandomi dritto negli occhi ha preso a dirmi “hai problemi?”. Io sono rimasto zitto, lui insisteva e quindi io ho risposto: “I problemi li hai te, io no”. Sono state le ultime parole perché lui mi ha tirato un cazzotto dritto, in mezzo al volto”.
Un colpo violentissimo. Colzi è caduto a terra come un fuscello. Lui non ha capito bene ma pare, in base a quanto riferito da testimoni, fosse un colpo di kung fu. “Una forza incredibile, forse era un colpo di arti marziali. So solo che sono andato giù. L’uomo mi ha preso a calci ma io per 7-8 secondi ho avuto problemi anche a rendermene conto. Sentivo la coppia che accanto a me urlava: “Lo ammazza, lo ammazza”.
I presenti hanno chiamato i carabinieri e l’ambulanza, l’uomo si è quindi allontanato. E’ risalito sulla sua auto, una Suv scura di cui è stata presa la targa. E se n’è andato. E’ arrivata l’ambulanza e mi ha portato al pronto soccorso. Ho riferito ai carabinieri che hanno sentito anche i testimoni. “Sono basito. Non vorrei però si facessero battute razziste adesso. L’uomo poteva essere di qualunque nazionalità. La cosa che continua a stupirmi è stata la violenza e la velocità di quel colpo. Mi ha rotto il naso e mi ha colpito a un occhio. Per fortuna non ci dovrebbero essere conseguenze peggiori”.
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