Toscana
Passano sotto silenzio i 25 anni dalla morte di Enrico Coveri
PRATO. E’ finito nel dimenticatoio il venticinquesimo anniversario della morte di Enrico Coveri. Una ricorrenza che, invece, meritava di essere ricordata con qualche avvenimento per celebrare questo...
PRATO. E’ finito nel dimenticatoio il venticinquesimo anniversario della morte di Enrico Coveri. Una ricorrenza che, invece, meritava di essere ricordata con qualche avvenimento per celebrare questo genio della creatività e della moda scomparso prematurante nel 1990. Ma nessuno a Prato, la città natale dello stilista (qui era nato il 1° gennaio 1952), ha pensato di mettere in piedi un’iniziativa per i venticinque anni dalla morte di uno dei suoi figli più illustri.
Era il 7 dicembre 1990 quando Enrico Coveri morì a Firenze. Aveva 38 anni. Tra l'altro, venticinque anni dopo nello stesso giorno la moda piange un’altra sua firma, Krizia (deceduta a 90 anni).
L’assessore alla cultura del Comune di Prato, Simone Mangani, conferma che non ci sono appuntamenti legati all'anniversario ma ricorda l’importante mostra in omaggio allo stilista alla Camera di Commercio.
Quella mostra, “Coveri story – Da Prato al made in Italy”, fu ospitata a Prato dal 24 ottobre 2012 al 18 gennaio 2013 per l’inaugurazione della Camera di Commercio.
Ma sono passati quasi tre anni da quell’evento. Anche al Museo del Tessuto non ci sono appuntamenti in agenda che ricordino il venticinquesimo anniversario della scomparsa di Coveri.
«In effetti era una data importante – conferma il presidente del Museo Francesco Marini – E sono il primo a dire quanto Coveri sia stato rilevante nella storia della moda. Sono a capo della fondazione Museo del Tessuto da pochi mesi e nella programmazione non era previsto nulla per questo anniversario. Ma ammetto che qualcosa andrebbe fatto per ricordare lo stilista, magari il prossimo anno. Cosa potrebbe essere? Un evento diverso dal solito, magari non una mostra».
Quello che venne definito l’enfant prodige della moda italiana arrivò sulla scena dopo i grandi stilisti degli anni Sessanta e Settanta con avevano ormai consolidato il loro stile e la loro immagine.
Ed Enrico Coveri dette una vera pennellata di colore in tutti i sensi. Il suo stile era contraddistinto, appunto, dai colori e dalle paillettes piccole e giganti che voleva applicate non solo sugli abiti da sera ma anche su capi da indossare, ad esempio, sopra un paio di jeans.
Coveri creò un look che stava fra il glamour e lo sportivo e da buon pratese si concentrò molto sulla maglieria. Teneva alle sue origini. Aveva a cuore la sua città e uno dei primi negozi che aprì fu nel centro storico, in via Garibaldi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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