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Prato

Poliziotti pagano l’albergo a una donna senza tetto

Poliziotti pagano l’albergo a una donna senza tetto

Non sapeva dove andare insieme alla figlia sedicenne e gli agenti si sono offerti di darle una mano. Il Comune: «Convivono entrambe coi rispettivi fidanzati»

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PRATO. Con una figlia di sedici anni, senza un posto dove andare a dormire, senza soldi, senza alcuna prospettiva e con il cuore pieno di disperazione. Con questo stato d'animo una donna italiana di 46 anni, domiciliata a Prato, domenica sera ha chiesto aiuto alla polizia. E i poliziotti si sono fatti in quattro per trovare un ricovero alla figlia sedicenne che alla fine è stata ospitata da una parente lontana, mentre alla mamma che si preparava a dormire per strada, da qualche parte, nonostante il freddo, gli agenti hanno pagato una stanza in albergo.

È di pochi giorni fa il tragico caso dell’uomo di 65 anni che si è impiccato nel chiostro della parrocchia di San Francesco dopo aver ricevuto una lettera dell’avvocato che per conto della Diocesi gli intimava di lasciare la stanza occupata da quasi quattro anni. L’emozione per quel caso è ancora viva, probabilmente anche nella testa degli agenti delle volanti, oltre al fatto che il Natale si avvicina ed è pesante lasciare una donna per strada.

Una storia di marginalità quella della donna e di sua figlia minorenne, da tempo in grandi difficoltà economiche, che per un po' sono state aiutate da parenti e amici che hanno offerto loro ospitalità ma che alla fine le hanno lasciate al loro destino: senza un tetto, senza un posto nel quale trascorrere la notte, senza cibo.

Per questo la signora si è decisa a chiamare la polizia che ha inviato alcuni agenti per prelevare lei e la ragazza portandole in Questura. E' lì che poco a poco è venuta fuori la storia triste di questa mamma e di sua figlia e la necessità di mobilitarsi per risolvere, anche solo per una notte, una situazione difficile.

Ieri pomeriggio la donna si è presentata agli uffici di via Roma dei Servizi sociali del Comune. Il suo, spiega una nota dell’amministrazione è un caso ben noto ai Servizi sociali perché già in passato aveva fatto presente le sue precarie condizioni economiche: separata dal marito, senza un lavoro fisso, la signora è stata aiutata in più occasioni con contributi economici. «Cinque mesi fa la donna ha lasciato una casa in affitto in via Zarini - aggiunge la nota del Comune - senza che ci fosse uno sfratto e al momento sia la madre sia la figlia risultano convivere ciascuna con il rispettivo fidanzato».

L'ultima volta che la madre si è rivolta ai servizi sociali è stato venerdì scorso: la donna ha chiesto un immediato contributo economico in contanti necessario per raggiungere la sorella a Milano. In quell’occasione oltre a darle un contributo le è stato fissato un appuntamento per il prossimo 10 dicembre. La donna ieri pomeriggio è tornata ai Servizi sociali e ha riferito che per qualsiasi soluzione abitativa può attendere giovedì prossimo. «L'assessorato - aggiunge il Comune - può garantire da subito per madre e figlia una collocazione adeguata alle esigenze».

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