Il Tirreno

Prato

Pam, il Tar dà ragione alla proprietà

Maria Lardara
Il supermercato Pam di via Targetti
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Il supermercato Pam di via Targetti

Il supermercato dovrà lasciare l'immobile di via Targetti che tornerà a disposizione della famiglia Balli. Preoccupazione tra i dipendenti

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PRATO. Il loro Natale avrà un sapore amaro, tra tanti scontrini da battere, valanghe di turni domenicali e festivi. E con gli occhi fissi su una data del calendario 2016 che non li fa certo lavorare a cuor leggero, complice il timore di perdere il lavoro da un giorno all’altro. L'ora X è fissata per è il 6 aprile 2016, quella che fa tremare i polsi ai 28 dipendenti della Pam di via Targetti: entro quella data, in base a una sentenza emessa dal tribunale di Prato il 5 novembre scorso, l’insegna del supermercato dovrebbe spengersi.

Si è chiuso così il braccio di ferro in tribunale tra la famiglia Balli e la proprietà della catena con la convalida dello sfratto per il supermercato dopo quasi tre anni di contenzioso scoppiato all’indomani della fine del contratto di locazione, scaduto il 31 dicembre 2012. Il giudice ha dato ragione alla famiglia Balli che così rientra nella proprietà dell’immobile in vista di quel complesso piano di riqualificazione dell’area del Fabbricone riconducibile tutta alla proprietà Balli e che, a sentire l’assessore competente Valerio Barberis, ha appena mosso i primi passi dell’iter urbanistico con l’approdo finale nella commissione presieduta da Massimo Carlesi che avverrà, probabilmente, nella primavera 2016.

Sembra che la proprietà dei Balli abbia manifestato una certa flessibilità sui tempi, ovvero la possibilità di andare oltre la data del 6 aprile giusto il tempo di consentire il trasferimento al supermercato se mai questo avverrà. Questo è il punto. «Siamo molto preoccupati per il futuro dei lavoratori – sottolinea il segretario della Filcams-Cgil pratese Alberto Santini - Nei prossimi giorni avremo un incontro con la Pam per capire se e come verranno ricollocati i 28 lavoratori negli altri punti vendita». Fino all’ultimo la catena, che da lì non voleva fare certo le valigie (Targetti è il punto vendita più redditizio insieme alla sede di via Ferrucci), ha cercato di far valere in sede legale la proroga del contratto d’affitto.

«Da tempo corre voce che possa esserci una nuova insegna della grande distribuzione interessata a subentrare nell’affitto dei locali - dicono dalla Filcams - Senza la certezza del nome dell’interlocutore diventa complicato andare a “mediare” per il salvataggio dei posti di lavoro. Innanzitutto, ci siederemo al tavolo con i vertici di Pam per cercare di trovare una soluzione». E questo interlocutore “segreto” potrebbe essere Unicoop Firenze che a quel punto trasferirebbe il piccolo supermercato di via Bologna, stando a talune indiscrezioni che circolano tra i dipendenti (anche di Coop) mai confermate però dalla sede fiorentina della cooperativa.
 

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