Il dolore
Viveva in camper trovato morto
Emilio Colonna, 66 anni, un matrimonio fallito alle spalle, fino al 2009 è stato assegnatario di una casa popolare
PRATO. Era seduto al posto di guida del suo vecchio camper parcheggiato in un'area di sosta in Roubaix, nei pressi del supermercato Cittadella. Solo che il suo cuore aveva smesso di battere già da molte ore. E' stato trovato così, accasciato sul volante, il cadavere di Emilio Colonna, 66 anni, pratese, morto la notte tra venerdì e sabato 5 dicembre.
Sul posto un'ambulanza, inviata dal 118, della Pubblica Assistenza di Campi Bisenzio e una pattuglia dei carabinieri. Secondo i primi accertamenti dell'equipe medica, l'uomo sarebbe morto per cause naturali: probabilmente un infarto fulminante ma non si escludono anche le basse temperature della scorsa notte. Sarà l'esame autoptico a chiarire cosa sia effettivamente successo.
A dare l'allarme alle 7,30 al centralino dei carabinieri è stato un passante che si è accorto che dentro quel mezzo qualcosa proprio non andava.
Una vita ai margini, quella di Emilio che alle spalle ha un matrimonio, poi finito, con una donna che ora vive in provincia di Piacenza e che ha avuto due figli da un secondo marito. Che le sue disgrazie siano iniziate dopo la fine di quel rapporto è difficile da affermare.
Emilio, che poteva contare sull'aiuto di alcuni amici, fin dal 2005 era in carico ai servizi sociali del Comune. E dalla sua scheda risulta che fino al 2009 ha vissuto in una casa popolare in via Respighi. Per il momento non si sa se la casa assegnatagli l'abbia lasciata spontaneamente o abbia perso i requisiti.
Di Emiliono Colonna i servizi sociali perdono le tracce fino al 2014 quando gli viene assegnata una residenza in via Casa Comunale, l'indirizzo fittizio dei senzatetto. Si sa invece che dal 2009 e fino al 2015 l'uomo ha ricevuto alcuni sussidi economici, poca cosa: nemmeno 13.000 euro in dieci anni. Come viveva Emilio che solo l'anno scorso è riuscito a comprarsi il vecchio camper, del quale andava orgoglioso, nel quale ha vissuto fino alla morte?
Si manteneva grazie all'aiuto degli amici, appunto, ma anche grazie ad alcune borse lavoro ricevute negli anni. Si trattava di piccoli lavoretti, svolti per periodi di tempo determinati, che qualche entrata, nonostante tutti, gliela garantivano. Chi lo conosceva lo descrive come un uomo socievole, abituato a caversela ma sempre disponibile.
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