Mamma e due figli intossicati dal monossido di carbonio
Intervento delle ambulanze e dei vigili del fuoco in via di Reggiana a Prato, due donne finiscono nella camera iperbarica. Le esalazioni provocate dalla combustione di una stufetta
PRATO. Tre persone sono finite all'ospedale per un'intossicazione da monossido di carbonio causata dal malfunzionamento di una stufa in un'abitazione di via di Reggiana 121 a Prato. E' accaduto nel cuore della notte tra sabato 5 e domenica 6, intorno alle 3.
Lo riferiscono i vigili del fuoco i una nota. I tre, tutti marocchini, una famiglia composta dalla madre di 46 anni, i due figli, un maschio di 22 e una femmina di 19, sono stati soccorsi dalle ambulanze della Misericordia di Capezzana inviate dal 118. I tre intossicati (il ragazzo solo lievemente) sono stati portati all'ospedale di Prato in condizioni non gravi. Successivamente le due donne sono state trasferite all'ospedale di Careggi perché le loro condizioni cliniche si erano aggravate. Entrambe sono state sottoposte a trattamento in camera iperbarica.
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In via di Reggiana è intervenuta anche una volante della polizia. Da parte dei vigili del fuoco è stato misurato il grado di saturazione dell'aria e confermata la presenza di monossido in concentrazioni pericolose per la salute. Secondo le indagini della polizia e dei vigili del fuoco il monossido è stato sprigionato dalla combustione di legna o carbone in un stufetta collocata nella stanza nella quale le donne dormivano. Al termine delle verifiche e dopo il soccorso agli abitanti della casa, i vigili del fuoco hanno messo sotto sequestro l'appartamento.
A dare l'allarme è stato il ragazzo che ha fatto ritorno a casa intorno alle 3,30. Ed è stato lui a trovare mamma e sorella in stato di semi-incoscienza a causa dei fumi che la stufetta sprigiovana. Il ragazzo ha subito chiamato il 118 dando così l'allarme.
Mamma e sorella erano andate a letto abbastanza presto lasciando la stufetta accesa e si erano addormentate profondamente. Se il ragazzo non fosse ritornato a casa in tempo dopo la serata con gli amici, sarebbe potuto accadere il peggio. Il giovane dopo i controlli al Santo Stefano è stato dimesso.
Due giorni fa la stessa cosa era successa a una famiglia straniera che abita a Mercatale di Vernio. Anche in quel caso a provocare l'intossicazione erano state le esalazioni di un braciere acceso in un ambiente non ventilato.
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