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Prato

Mandarini marci a scuola, la protesta

Mandarini marci a scuola, la protesta

Il caso alla Don Bosco denunciato da una mamma. Ciambellotti: «La signora ha portato la frutta all’Asl il giorno dopo»

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PRATO. Un mandarino marcio, una mamma infuriata, una procedura discutibile. Sono gli ingredienti della protesta che coinvolge la mensa del plesso Don Milani a San Giusto.

Una bimba che frequenta la seconda elementare è tornata a casa portandosi in cartella la frutta che non aveva mangiato a scuola, due mandarini, perché troppo matura. «Era decisamente marcia - racconta la mamma - tanto che aprendola ho visto che i mandarini erano pieni di vermi». La donna ha preso la macchina fotografica è ha scattato alcune immagine dei frutti con annesso “baco”.

Un altro caso di cibi avariati somministrati ai bambini a scuola? Secondo l’assessore alla Scuola Mariagrazia Ciambellotti, informata sull’accaduto, molti dubbi restano. «Ho immediatamente telefonato a scuola - prosegue la mamma - per segnalare la cosa ma erano già le 17 ed evidentemente era chiusa». Sia come sia la donna ha atteso il giorno dopo per recarsi all’ufficio di Igiene dell’Asl di via Lavarone portandosi il mandarino andato a male. E qui sta l’errore. La mattina ha parlato con due dipendenti: «Molto gentile - prosegue la donna - che si sono fatti consegnare la frutta». Nel pomeriggio ha poi ricevuto un’ulteriore telefonata: «Un uomo che non mi ha voluto dire il nome - racconta - ma che evidentemente era più alto in grado delle persone con le quali avevo parlato in precedenza, e mi ha detto che la frutta biologica può dare quel tipo di problema e che non c’è nulla di tossico». Una riposta che alla donna non è piaciuta: «Non credo si possa servire frutta andata a male ai bambini. Esistono dei regolamenti e in questo caso davvero non ci siamo a livello igienico». Ha dunque fatto una segnalazione ai Nas e di seguito in Comune. «Premetto che gli istituti scolastici chiudono alle 19 - afferma l’ assessore Ciambellotti - ma il fatto è che la signora ha portato la frutta all’Asl il giorno dopo. E, come le è stato spiegato, è molto difficile a questo punto poter risale alle condizioni vere dei mandarini quando sono stati dati a sua figlia». L’assessore, oltre a ribadire che controlli vengono fatti sulla qualità dei cibi, annuncia una riunione alla Don Milani «per spiegare un’altra volta le procedure onde evitare nuovi fraintendimenti. La bimba, gli insegnati o la commissione mensa (formata da genitori ndr) appena vedono qualcosa che non va nel cibo somministrato - prosegue Ciambellotti - devono informare il Comune che invia uno dei due verificatori. Spetta a loro prelevare il piatto a dare l’avvio agli accertamenti». La mamma lamenta anche che la commissione mensa non riesce ad effettuare i controlli a dovere: «Ne consentono - dice - solo due al mese». Affermazione errata, secondo Ciambellotti: «La commissione mensa può recarsi a scuola quando vuole, anche ogni giorno, ed effettuare controlli a sorpresa. Sappiamo - prosegue - che la signora ha fatto richiesta di essere inserita nella commissione della Don Bosco ma che in un primo momento ha ricevuto una risposta negativa perché l’elenco era già stato chiuso e inviato in Comune. Mi risulta però che la pratica sia sta riaperta - conclude l’assessore - e che il suo nome sia stato inserito». (c.o.)

 

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