La manifestazione
Lasciato per strada, muore in ospedale
Mistero sulla tragica fine di un cinese di 52 anni, forse vittima di un infortunio: nessuno ha visto niente
PRATO. Un cinese di 52 anni è morto lo scorso 21 novembre nel reparto di rianimazione dell'ospedale Santo Stefano e si teme che possa essere stato vittima di un incidente sul lavoro, ma è un mistero dove possa essere accaduto l'incidente. La notizia della morte è stata confermata dai carabinieri del Nucleo investigativo, che stanno indagando su delega del sostituto procuratore Egidio Celano.
I fatti. Una telefonata anonima arrivata nel tardo pomeriggio del 20 novembre ha riferito che su una panchina di via Borgioli, nel cuore di Chinatown, c'era un uomo ferito. A chiamare è stata una donna apparentemente di lingua cinese. Quando l'ambulanza è arrivata sul posto, i soccorritori hanno trovato un uomo poi identificato come Lin Wenquan riverso sulla panchina, con una vasta ferita alla testa. L'uomo è stato portato in gravissime condizioni all'ospedale, dove è morto la mattina successiva senza riprendere conoscenza. Sembra che avesse gli abiti sporchi di vernice.
Il medico legale Brunero Begliomini, incaricato di compiere l'autopsia sulla salma della vittima, riferiscono i carabinieri, avrebbe ipotizzato che l'uomo possa essere caduto da un’altezza di alcuni metri o che sia stato colpito alla testa da un oggetto caduto sempre dall'alto. Meno probabile sembra la caduta accidentale per strada o l'azione di un corpo contundente.
Nessuno sul posto ha saputo riferire che cosa era accaduto. Si sospetta che il cinese possa essere stato vittima di un incidente in una delle ditte della zona e poi sia stato lasciato sulla panchina per evitare che si potesse risalire alla ditta. Se così fosse, il caso di via Borgioli ricorderebbe da vicino quelli accaduti qualche anno fa, quando almeno un paio di cinesi furono trovati morti o agonizzanti sui marciapiedi davanti alle confezioni dove lavoravano e dove aveva accusato i malori fatali, lasciati in strada come sacchi di immondizia.
Lin Wenquan era stato controllato dalle forze dell'ordine tre anni fa, quando lavorava in un'azienda di connazionali a Montemurlo e pare fosse clandestino. Finora nessuno ha reclamato la salma e non sono stati rintracciati i familiari. Un caso la cui soluzione non si presenta facile, dunque.
Anche perché, come detto, non ci sarebbero testimoni. Anche questa circostanza fa pensare. Il ritrovamento del cinese ferito risalirebbe alle 18 del 20 novembre, un orario nel quale via Borgioli di solito è molto animata. Possibile che nessuno abbia visto persone che adagiavano un uomo agonizzante, col volto coperto di sangue, sulla panchina? Possibile che nessuno abbia preso un numero di targa o visto il posto dal quale sono usciti quelli che hanno rimosso il moribondo? Perché una cosa sembra certa: su quella panchina Lin Wenquan non ci è arrivato da solo. (p.n.)
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